Dopo sette anni è (finalmente) pronto l’impianto di compostaggio realizzato ad Alvito, in via in via Spinelle (si tratta della strada sterrata che, da via Colle – campo sportivo – porta fino alla vecchia via Porcara, parallelamente quasi alla provinciale Lo Stradone) grazie ad un finanziamento regionale concesso diversi anni fa.
L’impianto è costato 350.000 euro ed è stato finanziato dalla Regione Lazio nel 2017 per contribuire a ridurre il conferimento in discarica della quota di frazione organica dei rifiuti prodotti nei comuni di Alvito, San Donato, Vicalvi, Settefrati e Gallinaro (gli stessi che costituiscono l’Unione dei Comuni Val di Comino che ha formalmente la gestione dei rifiuti, attualmente appaltata alla società Gea Srl). In un primo momento, il finanziamento iniziale richiesto era pari a 600.000 euro (350.000 messi dalla Regione Lazio e 250.000 a carico dei 5 comuni associati), dopo il Covid, però, la parte a carico dei comuni – i cui bilanci sono stati messi a dura prova dall’emergenza pandemica – è stata eliminata; il progetto è stato ridimensionato e realizzato per la sola spesa di apporto regionale Insomma, la struttura di compostaggio è stata realizzata nelle campagne di Alvito e dovrebbe essere a servizio dei 5 comuni, ma al momento non risulta ancora entrata in funzione. Nei giorni scorso, l’ufficio tecnico del comune di Alvito ha proceduto alla rendicontazione finale della l’opera che è stata ultimata a novembre 2023 e collaudata nei mesi scorsi. Resta da capite ora come l’impianto potrà essere utilizzato e tenuto correttamente in funzione, vista la delicatezza dell’attività svolta, anche tenendo conto del fatto che il Comune di Alvito, tramite l’Unione, ha appaltato l’intero servizio di raccolta differenziata – compresa anche la quota di organico – alla Gea Srl. E capire come quest’impianto possa contribuire a mantenere più leggere le bollette della Tari, la tassa rifiuti, che – nonostante i meravigliosi e progressivi vantaggi che sarebbero dovuti giungere dalla ‘differenziata’ – hanno più che decuplicato i loro importi negli ultimi 10 anni. Dopo sette anni, allora, sarebbe forse l’ora che l’opera possa essere utilizzata nel modo migliore. Cesidio Vano
