Truffa e infedele patrocinio. Sono queste le accuse che hanno portato sotto processo una avvocatessa. A puntare l’indice sul legale un impiegato di banca che aveva denunciato l’istituto di credito per Mobbing.
Invece poco dopo l’uomo è stato addirittura licenziato. Da qui la scoperta che il suo avvocato difensore si era sempre disinteressata di rappresentarlo nelle opportune sedi presentando apposita documentazione. E proprio dalle indagini avviate subito dopo la denuncia del cliente sarebbero stati ravvisati i reati ascritti. “Nello specifico l’imputata in tempi diversi e con più azioni consecutive – così si legge nel capo di imputazione – con artefici e raggiri consistiti nel rappresentare falsamente al cliente di aver posto in essere una serie di attività giudiziali anche mostrandogli atti redatti in suoi favore, ma in realtà mai depositati presso le competenti autorità giudiziarie”. A tal proposito sarebbe stato evidenziato che l’imputata aveva fatto credere al cliente di aver presentato azione giudiziale finalizzata al recupero di alcune somme pagate dalla parte offesa a seguito di alcuni procedimenti esecutivi, nel contempo di aver presentato azione di risarcimento danni da responsabilità professionale nei confronti di un altro legale. Ma la cosa più grave che ha penalizzato non poco l’impiegato di banca è stata quella di avergli fatto credere di aver presentato azione di risarcimento danni contrattuali ed extra contrattuali per Mobbing nei confronti dell’istituto di credito per il quale lavorava. Ebbene niente di tutto questo, nonostante l’impiegato avesse già versato al suo legale di fiducia ben 10 mila euro. L’ultimo versamento era stato effettuato nel marzo del 2019 data in cui aveva preso consapevolezza della condotta illecita dell’avvocato. Per quanto riguarda il reato di infedele patrocinio l’imputata, in qualità di legale di fiducia, si sarebbe resa infedele ai suoi doveri non comunicando al suo assistito che il ricorso darebbe stato presentato a nome di un altro avvocato suo collega di studio procedendo anche a falsificare sia la firma che l’autentica della medesima firma (solo apparentemente apposta dal legale si studio) depositando il ricorso tardivamente con conseguente pronuncia di improcedibilità arrecando nocumento ali interessi del suo assistito. Motivazioni per le quali adesso il gup ha trascinato l’avvocatessa alla sbarra. L’ex impiegato di banca che si è costituito parte civile sarà rappresentato dall’avvocato Enrico Pavia. Mar.MIng.
