Una proposta di legge di appena tre articoli per evitare differenze di trattamento tra i cittadini che hanno presentato domanda di sanatoria edilizia nella Regione Lazio. L’iniziativa è della consigliera regionale Laura Corrotti di Fratelli d’Italia e punta a cancellare sette parole dall’articolo 3 della legge regionale che regolamenta la “definizione di illeciti edilizi” (la n.12/2004).
In pratica, come spiega la consigliera, attualmente la sanabilità dell’abuso dipende dalle norme in vigore al momento in cui l’amministrazione pubblica esamina la domanda e questo crea disparita di trattamento tra richiedente e richiedente, man mano che si aggiungono nuove regole urbanistiche, visto anche il tempo che gli uffici impiegano a istruire le varie pratiche. L’art. 1 della proposta di legge infatti stabilisce che all’art.3, comma 1, la lett. b), prima riga, della L.R. 12/2004, è eliminato l’inciso “realizzate, anche prima della apposizione del vincolo”. “La rimozione dell’inciso – si legge nella relazione alla proposta – mira ad esplicitare la volontà del legislatore regionale di non discostarsi dall’orientamento espresso dal legislatore statale con la legge 326/2003, della quale la legge regionale n. 12/2004 costituisce l’attuazione”. “Posto che la sanabilità dell’abuso dipende dal momento in cui l’amministrazione competente deve esaminare la domanda di condono – spiega la consigliera Corrotti -; si viene infatti, oggi, a configurare una disparità di trattamento rispetto a quanti, pur avendo presentato domanda di condono, in relazione ad immobili siti nella medesima zona, abbiano ottenuto il permesso di costruire in sanatoria solo per il fatto che la loro domanda sia stata esitata prima dell’adozione del Piano paesistico regionale. La rimozione dell’inciso, quindi, esclude ogni dubbio circa la “omogenea” applicazione anche nel Lazio dei consolidati principi elaborati in materia della giurisprudenza amministrativa in ordine alla portata dei vincoli sopravvenuti rispetto alla data di realizzazione dell’abuso, ed alla verifica di compatibilità ad opera delle amministrazioni preposte alla tutela”. Dalla nuova normativa – se approvata – non deriveranno oneri a carico del bilancio regionale in quanto si tratta di modifiche meramente ordinamentali. Cesidio Vano
