Diritto allo Studio – Nella bufera il commissario di Disco Lazio: “Le blatte negli alloggi? Colpa degli studenti stranieri”

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) “Blatte e scarafaggi negli alloggi universitari? Colpa degli studenti stranieri poco avvezzi all’igiene!”. È bufera sulle dichiarazioni rese in IX Commissione ‘Diritto allo Studio’ della Regione Lazio dal commissario straordinario di Disco Lazio (ovvero l’ente regionale per il diritto allo studio e alla conoscenza) Giorgio Ciardi, di cui ora da più parti vengono chieste le dimissioni o la rimozione da parte del governatore Francesco Rocca.

Sulle sue affermazioni, oltre alle indignate dichiarazioni e alle accuse di xenofobia e razzismo mosse dalle associazioni studentesche, è piombata ora anche un’interrogazione consiliare presentata dall’esponente del Partito democratico, la consigliera Eleonora Mattia, e dall’esponente del partito Verdi e Sinistra, il consigliere Claudio Marotta. I due firmatari dell’atto ispettivo riassumono così quanto sarebbe accaduto nel corso dell’audizione in commissione, tenuta a fine marzo con il commissario Ciardi, per affrontare questioni e criticità relative al Diritto allo studio: “nel corso dell’audizione sono state sollevate dagli studenti numerose problematiche, tra le quali la disastrosa situazione igienico sanitaria e la presenza di blatte in alcuni alloggi universitari, documentata da un sopralluogo di alcune associazioni studentesche; in merito a tale questione il commissario straordinario di DiSCo, lungi dall’assumersi le dovute responsabilità per la situazione igienica dei suddetti alloggi universitari – dicono i due consiglieri -, ha affermato che il problema delle blatte deriva da ‘studenti provenienti da un paio di Paesi che purtroppo non hanno quell’educazione sanitaria, per cui gli stessi studenti che stanno lì si lamentano’”. Per i due interroganti, tale affermazione “peraltro non suffragata da alcun elemento di prova che potesse addebitare il problema a studenti di determinati Paesi” risulta gravemente “offensiva, razzista e xenofoba, nonché lesiva dell’immagine di inclusività e accoglienza che un’istituzione come la Regione lazio dovrebbe dare”. Non solo, per Mattia e Marotta le affermazioni di Ciardi risultano “del tutto incompatibili con il ruolo di commissario straordinario dell’ente regionale che dovrebbe garantire il diritto allo studio a tutti gli studenti, senza distinzione alcuna di razza o di provenienza geografica”. Per tali motivi, chiedono al Presidente della Giunta regionale se non ritenga necessario rimuovere il commissario straordinario di DiSCo Lazio dal suo incarico e procedere ad individuare per il medesimo un soggetto più idoneo a garantire il diritto allo studio a tutti gli studenti, senza distinzione alcuna di razza o di provenienza geografica, “ferma restando – concludono – l’urgente necessità di una rapida uscita dal commissariamento al fine di consentire la piena operatività dell’ente e il necessario confronto con gli studenti”. Da parte loro, le associazioni studentesche Unione degli Universitari (Udu), Primavera degli studenti e Minerva erano già partite all’assalto: “Come al solito quando la destra deve assumersi la propria responsabilità fugge e scarica le colpe sugli studenti – hanno dichiarato ai giornali -. Troviamo inaccettabile che per fuggire dalle responsabilità di DiSCo Lazio e della Giunta Rocca, scarichi le responsabilità su una presunta maleducazione degli studenti. Se Ciardi avesse ascoltato le segnalazioni e-mail inviate mesi fa forse si sarebbe reso conto prima di queste problematiche e avrebbe potuto risolverle tempo fa”. Critiche anche dalla consigliera regionale del Pd Michela Califano che, come anche altri consiglieri del Partito democratico, ha chiesto le dimissioni del commissario.
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