(Di Roberta Pugliesi) Accusato dalla compagna, rischia quattro anni di carcere per maltrattamenti ma perdona la donna, che nel frattempo ritira la denuncia. Assolto dal giudice. E’ accaduto a Sora al termine di una lunga delicata giudiziaria che ha coinvolto una coppia di genitori. Il pubblico ministero aveva chiesto quattro anni e due mesi di reclusione per l’uomo accusato di maltrattamenti in famiglia e difeso dall’avvocato Antonio Carugno.
L’imputato, si legge nelle carte, aveva offeso ripetutamente, aggredendola di continuo, la compagna convivente madre di suo figlio, minacciandola per anni che “l’avrebbe uccisa, cacciata di casa, che non le avrebbe più fatto vedere il loro figlio e che avrebbe fatto di peggio se si fosse recata al pronto soccorso o lo avesse denunciato all’autorità giudiziaria”. Comportamenti gravissimi iniziati nel 2016 ed andati avanti fino al 2022 e che all’uomo è costata la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e dell’avvicinamento alla persona offesa. Secondo quanto si legge nella richiesta del pubblico ministero di giudizio immediato, “nel 2016 l’uomo le ha rotto una caviglia. Nel 2018 – ancora – la percuote reiteratamente picchiandola più volte alla presenza del figlio minore; nel 2021 la percuoteva nuovamente con schiaffi e pugni e nella medesima occasione arrivava a percuotere anche il figlio minore nel frattempo intervenuto per interrompere l’azione criminosa e che veniva colpito con un pugno ed uno schiaffo; nel 2022 dopo l’ennesima lite la malmenava nuovamente dapprima in strada poi nell’abitazione cagionando le lesioni personali con l’aggravante di aver commesso il fatto sempre la presenza del figlio minore”. Sono trascorsi otto anni durante i quali l’uomo e la donna sono tornati sotto lo stesso tetto e nei giorni scorsi è arrivata anche la sentenza del giudice che mette nero su bianco che il fatto non sussiste e per questo l’uomo, in primo grado, è stato completamente assolto dalle pesanti accuse. Anche perché nel frattempo la compagna ha pure rimesso la querela. Le motivazioni non sono state ancora depositate ma, come ha spiegato l’avvocato Carugno, si è riusciti a dimostrare che l’imputato non aveva commesso atti di violenza nei confronti della compagna, tantomeno del figlio. L’uomo ha perdonato la compagna, tenendo in piedi la famiglia.
