La condanna a 24 anni per Pietro Ialongo ha sollevato un vespaio di polemiche sopratto all’interno del mondo forense dove ci si aspettava una sentenza più severa.
Ventiquattro anni per una persona che ha tolto la vita ad una ragazza nel fiore degli anni sembrerebbero veramente pochi. “Prendo atto della decisione del presidente del tribunale Proietti in merito alla condanna a 24 anni anni per l’omicida di Romina De Cesare. Giustizia è stata fatta. Ma io continuo a ribadire che si è trattato di un femminicidio in piena regola”. Le parole sono dell’avvocato Maria Calabrese dell’associazione Antiviolenza “Liberaluna” che opera nel territorio molisano. “La personalità di Pietro Ialongo è quella di un narcisista che deve avere il potere di gestire la persona che ha accanto. In questo caso la vittima, per evitare lo scontro e la conseguente esplosione di violenza da parte del suo ex fidanzato, cercava sempre di assecondarlo. Quello che posso dire è che Romina prima di morire ha sofferto tanto e che quando era ancora a terra l’assassino ha infierito sul suo corpo. Eppure quella donna per anni lo aveva amato e rispettato. Noi in qualità di operatori di questa associazione saremo sempre al fianco delle donne maltrattate. Romina non è soltanto la figlia di Mario De Cesare, ma è la figlia di tutti”.
Mar.Ming,
