Scorie nucleari – Il Deposito nazionale? “Il Lazio è la morte sua!”. Parola di Sogin

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) “Il Deposito Nazionale delle scorie nucleari starebbe benissimo nel Lazio”. Parola della Sogin, ovvero la società dello Stato italiano responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare.

A sostenere che la nostra regione è proprio ‘la morte sua’ per ospitare i bunker dei rifiuti radioattivi è stata di recente – ma in passato la stessa tesi era stata già sostenuta da altri esperti – l’ingegnere nucleare Annafrancesca Mariani (della Sogin, appunto), come riferisce La Repubblica. Come abbiamo già scritto più volte, dei 51 siti idonei per ospitare il Deposito nazionale, ben 21 cadono nel Lazio e tutti – per l’esattezza – nella provincia di Viterbo, dove fino agli anni ’80 era in costruzione la centrale nucleare di Montalto di Castro. E proprio su quei 21 siti è pronta a scommettere l’esperta della Sogin. Un’affermazione, quella della dottoressa Mariani, che fa drizzare le antenne ai comitati e alle istituzioni locali, anche se l’esperta ha precisato che la Tuscia non è l’unica area possibile. Secondo le dichiarazioni della rappresentante di Sogin, la Tuscia avrebbe a suo ‘vantaggio’ diverse caratteristiche e requisiti necessari per ospitare il sito: un basso rischio sismico e la giusta lontananza dai grandi centri abitati, dal mare a dagli aeroporti, precisando poi che “la maggior parte delle zone eleggibili è a sud-ovest del lago di Bolsena, verso il confine con la Toscana”. In molti hanno ricordato che non è la prima volta che la Sogin indica chiaramente la provincia di Viterbo quale candidata possibile. Già 3 anni fa, nel 2021, in Commissione ambiente alla Camera, proprio l’ad della società di Stato dichiarò che la Tuscia poteva rappresentare la scelta migliore per collocare il Deposito. Oggi la Sogin torna alla ‘carica’ con dichiarazioni che hanno fatto da subito indossare l’emetto a tutti i comitati locali in difesa del territorio e dell’ambiente.
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