Venerdì 22 Marzo 2024.
Le alterazioni posturali sono di frequente riscontro in età pediatrica ed adolescenziale, spesso influenzate dalle variazioni ormonali della pubertà e dallo stile di vita tendenzialmente sempre più sedentario anche in giovane età. Il corretto sviluppo del corpo passa innanzitutto attraverso un corretto atteggiamento posturale, dunque lo screening posturale ed il programma di prevenzione muscolo-scheletrica ha come obiettivo principale l’individuazione e l’analisi del disallineamento posturale e delle asimmetrie strutturali che il bambino può presentare sin dalla tenera età, al fine di garantire una simmetria ottimale tra i vari segmenti corporei per una crescita armoniosa ed uno sviluppo fisiologico del suo apparato muscolo-scheletrico.
Il ruolo dello screening è anche quello di discriminare tra paramorfismi, che sono degli atteggiamenti correggibili a carico della colonna e degli arti inferiori, e dimorfismi, che invece costituiscono delle alterazioni muscolo-scheletriche definitive.
I paramorfismi più frequenti sono le alterazioni dell’appoggio plantare (piede piatto-pronato), delle ginocchia (valgismo), e della colonna (scapole alate, dorso curvo ed iperlordosi). Il dimorfismo in assoluto più frequente (70-80%) in età evolutiva è la scoliosi.
Le alterazioni dell’appoggio plantare sono facilmente identificabili con un accurato esame clinico da parte del Medico Fisiatra e con l’ausilio di strumentazione tecnica quale la pedana baropodometrica, gestita da un tecnico ortopedico dedicato, che permette di ottenere la rappresentazione grafica della forma del piede e la misurazione delle pressioni di appoggio sia in piedi che durante la camminata, in modo tale da individuare precocemente le problematiche a carico della caviglia e del piede.
Una volta effettuata la diagnosi, il Medico Fisiatra, con la preziosa collaborazione del Tecnico Ortopedico, prescrive un plantare (associato in alcuni casi anche ad una calzatura predisposta) su misura specifica per ogni alterazione plantare, che costituisce uno strumento preventivo ed in alcuni casi curativo, che accompagna il bambino nel corretto sviluppo dell’allineamento degli arti inferiori.
La scoliosi idiopatica o primaria è definita come una deformità patologica della colonna vertebrale causata da alterazioni anatomiche delle sue articolazioni e legamenti o dei muscoli paravertebrali. Clinicamente la scoliosi si manifesta con alterazioni della postura quali asimmetria delle spalle e del bacino ed una caratteristico gibbo dorsale e/o lombare al test di flessione anteriore del tronco, che rappresenta uno dei test diagnostici tipici.
Quali sono i sintomi della scoliosi?
La scoliosi idiopatica dei bambini e degli adolescenti nella maggior parte dei casi è asintomatica. Solo in una percentuale minore dei casi i ragazzi lamentano mal di schiena che si manifesta dopo aver passato tante ore seduti a scuola, o durante una lunga passeggiata o nei casi più gravi il dolore può manifestarsi anche a riposo. All’inizio la scoliosi è discretamente correggibile, in seguito tende a divenire sempre più rigida, così da essere notevolmente fissa una volta raggiunta l’età adulta, causando disturbi muscolo-scheletrici secondari e sindromi dolorose a carico della schiena e degli arti inferiori. Alla luce di ciò, la prevenzione e la diagnosi precoce assumono un ruolo fondamentale nell’approccio a questa patologia muscolo-scheletrica.
Come si fa a riconoscere la scoliosi?
La deformazione in rotazione delle vertebre toraciche e/o lombari si manifesta tipicamente con asimmetria delle linee bisacromiale e bisiliaca, cioè le linee immaginarie che uniscono rispettivamente le spalle e i lati del bacino. Inoltre è tipica la presenza della cosiddetta “gobbetta” o gibbo dorsale e/o lombare, la quale rappresenta la spia di una deformità strutturata.
Come si fa la diagnosi di scoliosi?
La diagnosi certa di scoliosi si effettua con un accurato esame posturale volto alla ricerca delle tipiche asimmetrie della colonna e del bacino, unito a delle semplici misurazioni angolari attraverso un goniometro, un filo a piombo ed uno scoliometro che lo specialista Fisiatra può facilmente eseguire nel momento della valutazione. Sarà poi necessaria la conferma strumentale con una radiografia della colonna in toto sotto carico in proiezione frontale e laterale per la misurazione della deviazione angolare della curva definita Angolo di Cobb.
Come si cura la scoliosi?
In prima battuta l’approccio terapeutico alla scoliosi idiopatica è conservativo, con utilizzo di tecniche fisioterapiche manuali e rieducazione posturale individuale o di gruppo. L’intervento chirurgico è riservato solo ai casi più gravi, il cui esordio è già severo alla prima osservazione specialistica. In alcuni casi è necessario l’utilizzo di un busto, che deve essere necessariamente progettato su misura e personalizzato in base al quadro clinico mediante la stretta collaborazione tra Medico Fisiatra e Tecnico Ortopedico.
La riabilitazione della scoliosi del bambino e dell’adolescente si articola attraverso programmi rieducativi integrati, costituiti da sedute di fisioterapia individuali e da sessioni di attività fisica adattata e sport-terapia.
La campagna di prevenzione delle patologie muscolo-scheletriche dell’età evolutiva si svolgerà Venerdì 22 Marzo dalle ore 15.00 alle ore 18.30 presso il Poliambulatorio Di Villa Gioia, Viale San Domenico, 42 Sora (FR), ed è rivolto a bambini dai 6 ai 16 anni, con o senza sintomi a carico della colonna e degli arti inferiori.
Lo screening si compone di un Esame clinico posturologico effettuato dalla Dottoressa Sefora Codazza, Medico Fisiatra (Specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa) del Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, e da un esame baropodometrico a cura di un Tecnico Ortopedico specializzato in alterazioni dell’appoggio plantare e della postura della colonna vertebrale.
Dai risultati della valutazione medica e tecnica verranno fornite indicazioni specialistiche per la gestione e le eventuali terapie delle problematiche posturali riscontrate.
