Provincia – Inquinamento atmosferico, D’Ambrosio di Fare Verde fa il punto

Chiaro 12
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“Nella nostra provincia, in particolare nelle città più grandi, nel 2023, si sono verificate 70 giornate di sforamento dei limiti consentiti per il particolato PM10, esattamente il doppio rispetto a quanto previsto dalla norma di legge. Nel primo mese del 2024, nella provincia di Frosinone, solo una centralina su 8 non ha superato la soglia dei 50 microgrammi per metro cubo di PM10, come previsto dalla legge vigente. Tanto da indurre molti sindaci a indire continui stop al traffico. Ma nonostante tutte le precauzioni prese, i livelli di particolato permangono elevati: c’è voluta la pioggia per far scendere i livelli di PM10 a livelli accettabili”.

E’ l’inizio di una nota a firma del coordinatore di Fare Verde Sora, Filippo D’Ambrosio che pubblichiamo di seguito: “Il blocco del traffico, le direttive in merito all’utilizzo delle caldaie per il riscaldamento, rappresentano alla conta dei fatti solo degli interventi placebo. Ma la verità è ben diversa: non esistono soluzioni definitive a costo zero. È necessario mettere in atto azioni ben più impattanti, è fondamentale, difatti, attuare misure in grado di modificare l’essenza stessa del tessuto urbano. Ci riferiamo a processi in grado di disaccoppiare la produzione di energia e calore dall’utilizzo dei combustibili fossili. A tal fine non possiamo prescindere dall’elettrificazione dei consumi finali, in particolar modo per quello che riguarda Le utenze domestiche. Per esempio, sostituendo il 60% degli impianti di riscaldamento più inefficienti con sistemi a pompa di calore, si potrebbero risparmiare fino a 9 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Ciò non solo ridurrebbe le emissioni di CO2, ma comporterebbe anche una significativa diminuzione delle particelle inquinanti nell’aria. Questo processo completa la transizione energetica, contribuendo a un modello di sviluppo sostenibile: riducendo l’utilizzo degli idrocarburi si pone un freno sostanziale alla formazione delle PM10. Ma l’elettrificazione dei consumi finali richiede la necessità di produrre notevoli quantità di elettricità, ed in questo contesto, molto importante è la novità costituita dalle comunità energetiche rinnovabili (CER). In generale le Comunità Energetiche possono, quindi, essere definite come un insieme di utenze energetiche, anche di diversa natura, che decidono di effettuare scelte comuni dal punto di vista del soddisfacimento del proprio fabbisogno di energia, al fine di massimizzare i benefici derivanti dall’aderenza a questo approccio comunitario, implementabile attraverso soluzioni di generazione distribuita e di gestione intelligente delle reti e dei flussi. Ne possono far parte semplici cittadini, attività commerciali, piccole e medie imprese nonché amministrazioni pubbliche. L’applicazione di questa logica ai diversi ambiti della vita urbana porterà a maggiore efficienza nella gestione dei flussi energetici, nonché ad un cospicuo contenimento delle emissioni. Attraverso una maggior efficacia nel controllo dei processi energetici, si osserverà una riduzione dei consumi senza, però, che questo influisca negativamente sulla disponibilità di energia per l’utente finale. Così facendo, ogni singolo soggetto può dare il proprio contributo alla transizione energetica, le CER diventano quindi sistemi che innescano comportamenti efficienti. In sintesi, l’elettrificazione può aiutare a ridurre le emissioni di particolato, migliorando la qualità dell’aria e promuovendo una transizione verso un futuro più sostenibile”.
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