Tanti, troppi episodi di aggressione al personale medico e infermieristico nei pronto soccorso e nei vari reparti degli ospedali del Lazio. Le cronache purtroppo riferiscono quasi quotidianamente di nuove violenze ai danni dei lavoratori del comparto sanitario in genere, tanto da aver spinto sette consiglieri regionali a depositare alla Pisana un’apposita proposta di legge per potenziare “la sicurezza del personale sanitario e socio sanitario della Regione Lazio”.
A firmare l’iniziativa legislativa sono stati gli esponenti di Forza Italia Cosmo Mitrano, Roberta Della Casa, Marco Colarossi, Giorgio Simeoni, Fabio Capolei e Orlando Tripodi e il consigliere del gruppo Noi Moderati Nazzareno Neri che hanno spiegato come la proposta di legge nasca con lo scopo di prevenire e combattere il dilagante fenomeno della violenza sul lavoro derivante da terzi nel comparto sanitario. “Le costanti e quotidiane aggressioni in ambito sanitario, che vedono medici, infermieri e personale sanitario, specie di pronto soccorso, vittime di aggressioni da parte degli utenti e dei loro congiunti – si legge nella breve relazione che introduce i 9 articoli del testo -, stanno alimentando un forte allarme sociale e stanno seriamente mettendo a rischio non solo l’incolumità dei diretti interessati ma anche i livelli di assistenza su cui incide in modo concreto la mancanza di un ambiente sereno e adeguate alla delicatezza delle prestazioni e dei servizi erogati. Il comportamento violento avviene spesso in maniera progressiva, partendo dall’uso di espressioni verbali aggressive per arrivare fino a gesti estremi”. Quella delle aggressioni al personale sanitario è una vera e propria emergenza nazionale. I dai conosciuti dico che, solo nell’ultimo quinquennio, ci sono stati oltre 12mila casi di infortunio in occasione di lavoro, accertati positivamente dall’INAIL e codificati come violenze, aggressioni, minacce e similari, “con una media di circa 2.500 l’anno dei quali il 75% a danno di donne” precisano i firmatari della proposta di legge regionale. Per i sette consiglieri è “importante intervenire al fine di monitorare gli episodi di violenza commessi ai danni del personale – sanitario e non – ed individuare misure di prevenzione e contrasto ad ogni forma di aggressione, tanto nell’ambito delle strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche, quanto in quelle private”. La proposta di legge disciplina gli interventi di prevenzione e di controllo al fine di assicurare la sicurezza del personale sanitario e socio sanitario e delle linee guida rivolte alle amministrazioni; prevede l’istituzione dell’Osservatorio regionale sulla sicurezza degli operatori sanitari e socio sanitari, disciplinando composizione e funzioni di tale organo (i membri svolgono la loro funzione a titolo gratuito e non dà diritto alla corresponsione di compensi, gettoni di presenza e rimborsi); prevede, ancora, l’istituzione del Fondo in favore del personale sanitario e sociosanitario vittima di violenza nell’esercizio delle proprie funzioni; disciplina la possibilità degli enti del servizio sanitario ragionale di determinarsi in merito alla costituzione di parte civile nei procedimenti penali instaurati nei confronti degli autori di reato, di violenza fisica e verbale, a danno del personale dei medesimi enti e la redazione da parte dell’Assessorato competente in materia di sanità di una relazione da inviare alla Giunta e al Consiglio sullo stato di attuazione degli interventi e sulle attività dell’Osservatorio. Cesidio Vano
