“Ma la Lega, ad Alatri, da che parte sta? Cosa vuole diventare da grande?” Esordisce così una nota del primo cittadino, Maurizio Cianfrocca, sulle posizioni critiche dei consiglieri della Lega in merito alla ZTL ma non solo. “Si rimane a bocca aperta nel leggere (perché non ci sono ancora comunicazioni ufficiali e nemmeno il coraggio di riferirle di persona), che i consiglieri del gruppo abbiano addirittura firmato una richiesta di ordine del giorno da sottoporre al Consiglio Comunale con i compagni di commissione Fabio Di Fabio e Anna Rita Pelorossi” prosegue il comunicato.
“A questo punto è evidente che l’atteggiamento assunto dai due consiglieri di maggioranza sia solamente strumentale e politico, anche se la politica è ben altro, piuttosto che fermo su questioni amministrative. Non è assolutamente pensabile che i fallimenti personali, perché è evidente che i fatti del 22 dicembre siano di fatto tali, vengano mischiati con la già complessa vita amministrativa, provando a far ricadere la colpa su chi, al di là delle menzogne messe in giro, non ha fatto nulla per causarli, ma ne è stato solamente vittima”. Poi Cianfrocca parla del caso della Ztl come scusa per ripicche personalistiche dai suoi consiglieri. “Per mascherare il desiderio di ripicca si vuole prendere a pretesto la ZTL, questione già oggetto di tante riunioni di maggioranza che avevano portato a precedenti rivisitazioni degli orari (con l’assurda proposta di mantenerla solo nei weekend da mezzanotte!). Per non parlare delle variazioni di bilancio, portate avanti da chi ha avuto per oltre due anni la delega, l’ha mollata e ora si sbizzarrisce in commissione”. E ancora: “Questo vuole la Lega? Bene, ne prendiamo atto confidando però che i consiglieri si assumano tutte le responsabilità, ammesso che si siano resi conto di ciò che stanno facendo nel silenzio totale di chi il partito dovrebbe coordinarlo. Forse dovrebbero renderne conto per primi ai loro assessori, difesi ripetutamente in questi anni da assalti esterni, a cui però si sono divertiti a tagliare i fondi dei propri rami per spostarli a piacimento su ordine di Di Fabio”. Chiude una frase sibillina che fa sospettare una crisi quasi irreversibile. “Sono ben disposto a ricevere ogni tipo di risposta, consapevole delle possibili conseguenze a cui, non tanto il sottoscritto, ma l’intera città può andare incontro”. Vedremo se i consiglieri tirati in ballo o il vertice del partito risponderanno e in che toni. A.T.
