(di Dario Facci) Dicevamo in un precedente articolo: “L’ on. Massimo Ruspandini ha invocato il tavolo provinciale del centrodestra per ritrovare uno straccio di accordo. “Fateci fare da soli” in sostanza dicono al provinciale quelli di Fratelli d’Italia di Cassino. Ma chi è che lo dice? Magari quelli di una delle fazioni che in principio da Frosinone cercavano di sgominare? L’altra sta col provinciale. La sensazione è che se ne vedranno ancora delle belle. Alla prossima puntata”.
La “prossima puntata” non si è fatta attendere e “delle belle” le stiamo già vedendo. Ruspandini ha portato a termine quel che avevamo annunciato, cioè l’accordo su Buongiovanni e ha allargato la spaccatura nei Fratelli cassinati. Infatti non si sono fatte attendere delle durissime critiche alla scelta della candidatura che Michelina Bevilacqua ha addirittura definito “al ribasso”. Insomma, il tentativo di rinsaldare il partito della Meloni a Cassino, che aveva comportato l’invio di un commissario da Frosinone, non solo non è riuscito ma, se si vuole, con l’intervento di Ruspandini degli ultimi giorni, è addirittura peggiorato. Quel che sembra dalle dichiarazioni è che una parte di Fratelli d’Italia di Cassino non sosterrà alle elezioni Buongiovanni. Questo nella logica dei partiti vuol dire solo due cose: pugno di ferro, deferimento agli organismi di garanzia e, nel caso, espulsione dal partito oppure far finta di niente e cercare di evitare troppo sangue, specialmente alla vigilia delle Europee, quando ai partiti servono tutti i voti possibili. Bisogna ricordare infatti che proprio quando una forza politica ha il vento in poppa a livello nazionale e regionale diventa particolarmente pericoloso per i dirigenti locali fare brutta figura e, magari, perdere consensi. Ecco perché a prescindere dall’esito delle elezioni cassinati la vicenda di Fratelli d’Italia a Cassino assume un particolare interesse.
