Un deciso ‘no’ alla realizzazione, nella regione Lazio, del deposito nazionale per i rifiuti radioattivi arriva dai consiglieri regionali di Verdi-Sinistra, Movimento 5 Stelle, Pd, Polo Progressista e Italia Viva.
Su 51 possibili siti, individuati a livello nazionale per ospitare il cosiddetto “Deposito Nazionale” destinato allo stoccaggio di rifiuti radioattivi, ben 21 sono situati nel Lazio e tutti e ventuno nella provincia di Viterbo, dove era in costruzione – fino al 1998 – la centrale elettronucleare di Montalto di Castro, la cui realizzazione fu stoppata ad inizio anni ‘90 a seguito del referendum sul Nucleare del 1987. Secondo le intenzioni del governo e in attuazione di una precisa direttiva europea, il Deposito Nazionale sarà un’infrastruttura ambientale di superficie che permetterà di sistemare definitivamente in sicurezza i rifiuti radioattivi, oggi stoccati all’interno di decine di depositi temporanei presenti nel Paese, prodotti dall’esercizio e dallo smantellamento degli impianti nucleari e dalle quotidiane attività di medicina nucleare, industria e ricerca. L’individuazione dell’area per la realizzazione di tale deposito è in itinere da oltre un decennio e, puntualmente, fa registrare la contrarietà dei territori anche solo ipoteticamente indicati come idonei. “Il Deposito non deve essere realizzato nel Lazio” dicono i consiglieri regionali Claudio Marotta, Valerio Novelli, Adriano Zuccalà, Mario Ciarla, Enrico Panunzi, Alessandra Zeppieri e Marietta Tidei che hanno depositato una mozione in tal senso in Consiglio regionale. Gli stessi promotori dell’iniziativa spiegano: “Di 51 possibili aree per la realizzazione del sito, ben 21 si trovano nella provincia di Viterbo, ma nessuno dei Comuni in cui si trovano queste zone ha espresso parere favorevole”. Poi aggiungono in una nota: “Come già affermato dal Consiglio regionale nella precedente legislatura, con tale atto si vuole fortemente riaffermare la contrarietà alla realizzazione di questo sito di stoccaggio di scorie radioattive e nucleari, che rischia di produrre danni per tutto il territorio regionale. Nel rispetto delle scelte delle comunità locali, del diritto alla autodeterminazione e della salvaguardia dei territori dell’ambiente e dell’economia locale, con tale atto si vuole impegnare la Giunta della Regione Lazio a fare la sua parte per tutelare il territorio ed impedire la realizzazione del Deposito”. Cesidio Vano
