Pietro Ialongo, il tecnico informatico di 38 anni accusato di aver accoltellato a morte della sua ex fidanzata Romina De Cesare, sarebbe in grado di intendere e di volere. Questo il parere del consulente tecnico del tribunale dott. Peppino Nicolucci. Il professore che ha effettuato una perizia sull’imputato, ha concluso che l’uomo non sarebbe affetto da alcuna patologia psichiatrica.
L’unico problema di Ialongo sarebbe stato un incidente avvenuto quando aveva sedici anni che gli aveva compromesso la deambulazione. A detta del consulente, il tecnico informatico soffriva di questa situazione perché la lesione riportata ad un arto in qualche modo gli aveva limitato anche la sua attività lavorativa. Per quanto riguarda invece l’omicidio consumato in quella casa del centro storico di Frosinone il 3 maggio del 2022, il prof. Nicolucci non ha dubbi sul fatto che si sia tratto di un delitto d’impeto, avvenuto a seguito di una lite per una macchina che l’uomo aveva acquistato e in uso da Romina. Nello specifico Ialongo rivoleva indietro la somma di denaro che aveva speso per l’acquisto di quella vettura. A questo da aggiungere che la stessa sera avevano litigato per via di alcune utenze che si dovevano pagare. Il tecnico informatico però a detta del consulente non soffrirebbe di alcuna patologia psichiatrica, al momento dell’assassinio era lucido e consapevole di quella condotta aberrante. La parte civile, rappresentata dagli avvocati Danilo Leva, Fiore Di Ciuccio e Maria Calabrese dell’associazione antiviolenza “Liberaluna”, sono convinti invece che da parte dell’omicida ci sia stata premeditazione. Perché ha chiesto il legale Calabrese in aula, l’uomo quella sera stava aspettando Romina con il coltello tra le mani? Secondo quanto riferito dal professor Nicolucci Ialongo quel coltello, che gli aveva regalato Romina quando stavano in Francia, lo portava sempre con sé. Quel giorno, avrebbe raccontato Ialongo al consulente, dopo che la ragazza era rientrata a casa avevano cominciato a litigare. Tra l’altro a detta dell’imputato aveva scoperto per caso che la ex fidanzata stava frequentando un’altra persona. Ad un certo punto le aveva stretto le mani al collo facendola cadere per terra. E’ stato a quel punto che aveva incominciato ad infierire sulla ragazza, colpendola con quel coltello fino a quando non l’ ha vista esamine per terra. A determinare la morte della giovane un fendente che le aveva spaccato il cuore. Si torna in aula il prossimo 21 marzo. In quella data i giudici dovrebbero pronunciare la sentenza. Mar. Ming.
