Stipendi piatti nel Lazio. A determinare questa situazione una crisi economica stagnante legata alle conseguenze della crisi pandemica che ha portato al collasso di interi comparti economici, aggravata dai nuovi colpi subiti a causa delle guerre in corso. È la fotografia che emerge dalla ricerca della Cisl, in collaborazione con il Caf Cisl, su come sono cambiati i redditi da lavoro e pensione nella regione tra il 2019 ed il 2022. Un’indagine presentata nella capitale dal segretario generale della Cisl di Roma e Lazio, Enrico Coppotelli, nel corso del consiglio generale regionale alla presenza del segretario generale Cisl, Luigi Sbarra.

Dall’analisi effettuata emerge come la Regione Lazio cresce, ma non in maniera integrale. Gli aumenti dei redditi medi sono minimi per ogni provincia, con Latina soprattutto ma anche Frosinone che spiccano su Rieti e Viterbo mentre a Roma l’espansione minore.
I dati sono eloquenti: Latina ha registrato un incremento del 6,6%; Frosinone +5,6%; Rieti +4,7%; Viterbo +3,1%; Roma con il 2,4%. Emerge al contempo come la differenza di genere vede favorite le donne, con gli incrementi delle percentuali dei redditi generalmente superiori a quelle degli uomini. Mentre l’andamento generale ricalca il trend del dato regionale, volendo leggere i dati rispetto alle tipologie contrattuali, nelle città di Latina e Roma si registra un decremento dei redditi da lavoro dipendente. In particolare Latina segna un -5,3% per gli uomini e un -4,2% per le donne. Roma un -1,3% per gli uomini e -20% per le donne. A livello di Dichiarazioni Sostitutive Uniche diminuiscono le famiglie numerose e aumenta di poco la percentuale dei minori presente nei nuclei familiari. Il dato preoccupante, anzi un campanello di allarme, è che si assottigliano le richieste di prestazioni per il diritto universitario (-19%) e per i dottorati di ricerca (-21%), le famiglie, cioè, investono sempre meno nella formazione universitaria, così come si evidenzia il dato sui redditi molto bassi di under 20 e 30. Per il segretario della Cisl Roma e Lazio, Coppotelli, si deve ridurre innanzitutto il precariato. Inoltre, decrescono anche i servizi socio sanitari a ciclo continuativo, mentre aumentano i servizi socio sanitari per disabili ed i servizi per minori. Sulla sanità la Cisl ha aperto un confronto con la Regione Lazio, nella convinzione che in un momento come questo, dove si iniziano a rilevare segnali di discontinuità con il passato, sulla qualità della risposta nella Sanità del Lazio, sia fondamentale agire con le organizzazioni sindacali per rendere un servizio sanitario di eccellenza alla cittadinanza laziale. Occorre un’azione incisiva da parte del sindacato sulla politica per invertire la rotta e la Cisl vuole guidare il cambiamento, come già sta facendo, per gettare le basi per costruire un nuovo patto sociale per la crescita, l’equità e la stabilità del lavoro.
Dario Facci