(di Cesidio Vano) Una lunga nota sul suo profilo Facebook, un post sicuramente scritto di getto ma meditato per anni. Quei 5 anni in cui, l’ex sindaco di San Giovanni Incarico, Antonio Salvati, è stato al centro di una vicenda giudiziaria che lo ha visto accusato di concussione. Ieri, la Corte di Appello di Roma ha annullato la sentenza di condanna del Tribunale di Cassino e assolto Salvati con formula piena perché il fatto non sussiste.
Nel suo post Salvati ricorda i 5 lunghi anni “nei quali sono stato costretto a subire indicibili sofferenze” nonostante fosse completamente innocente e rivela come anche “il Procuratore Generale ha dichiarato in aula di ritirare il proprio appello”. I Giudici con l’assoluzione “hanno anche revocato tutti i provvedimenti di confisca e di sequestro” che avevano raggiunto l’ex amministratore. L’ex sindaco, ex presidente dell’Unione di Comuni “Antica Terra di Lavoro”, ex segretario comunale, racconta così la sua disavventura: “Una mattina di 5 anni fa circa, mentre mi trovavo con i miei 4 Figli e mia Moglie, mi vennero improvvisamente ad arrestare, fui trascinato via, ammanettato, sbattuto in Prima Pagina su tutti gli Organi di informazione come un pericoloso Delinquente, e poi rinchiuso in una umida e freddissima Cella del Carcere di Cassino, di 14 metri quadri scarsi, nella quale eravamo costretti a vivere in 8, peggio delle bestie. Sono stato tenuto rinchiuso 6 lunghi mesi in quel Lager (Lager non certo per colpa del Direttore del Carcere e di tutti gli Agenti di custodia che sono stati sempre molto corretti), e poi confinato per altri mesi in uno sperduto paesino di montagna del Molise, lontano dai miei Figli, dalla mia Famiglia e dai miei affetti più cari. In conseguenza di ciò mi è stato tolto anche il mio lavoro di Segretario comunale: dopo l’ingiusto arresto sono stato infatti licenziato dal Ministero e mi hanno tolto completamente lo Stipendio”. Salvati parla dei suoi patimenti in quegli anni: “Ho sofferto tanto, sofferenze terribili che non riesco nemmeno a spiegare a parole; 1 anno in Galera da innocente: mi hanno privato di tutto, della libertà, della dignità, dell’onore, della reputazione, del lavoro, dello Stipendio, oltre a dover subire continuamente denigrazioni e calunnie da parte delle due persone che mi avevano falsamente accusato; e le sofferenze poi ti annientano e ti distruggono ancor più quando, in coscienza, sai di essere del tutto innocente. Come ho già scritto alcuni mesi fa (quando sono stato, ancora una volta, assolto da altre false accuse fattemi sempre dalla stessa persona) quelle che ho subito sono cose che non auguro a nessuna Persona al mondo, a nessuno, e che ti segnano dentro per sempre, e ringrazio Dio per la forza che mi ha dato in momenti davvero bui e tragici. Sono stato sempre in silenzio in questi anni, perché convinto che la verità, prima o poi, viene sempre a galla”. L’ex sindaco afferma di non provare rancore o odio verso i suoi accusatori e parla di accuse costruite “a tavolino”. Ricorda di aver creduto sempre e fino in fondo nella magistratura e riconosce che “gli Organi inquirenti, sia la Procura della Repubblica di Cassino che le Autorità di Polizia Giudiziaria (Carabinieri ecc.), hanno sempre agito nei miei confronti con la massima correttezza e professionalità, pur nella legittima diversità di posizioni”. Poi un ringraziamento ai suoi avvocati Dario De Santis e Ivan Santopietro: “Sicuramente sarebbe stato molto più difficile essere assolto se non avessi avuto accanto due avvocati straordianri, che con la loro bravura e la loro preparazione giuridica hanno saputo dimostrare la mia innocenza, eccellenti nelle loro doti tecniche e professionali ma, ancor più, persone dotate di una umanità rara e pregevole, a cui sarò eternamente riconoscente”. Quindi Salvati rivolge un pensiero alla famiglia e agli amici: “In questo momento inoltre il mio pensiero va ai miei splendidi 4 Figli, che sono la mia VITA, i quali hanno sofferto tantissimo, in questi anni, per cattiverie che non meritavano affatto; va a mia moglie, a mia suocera, a mio fratello, a Emilio, a tutti i miei parenti cari, al mio Amico fraterno l’Avv. Mariano Giuliano, va ai miei cari che non ci sono più, a Papà, a Mamma che è morta senza potermi rivedere perché ero in Carcere, a mio suocero Nino, a Peppino, a zio Dino. E va ai tanti Amici cari che non mi hanno mai abbandonato nel momento della sofferenza, ai miei compagni di Cella, ed alle tante Persone che, quando ero Sindaco, hanno lavorato per il Comune e per l’Unione per il bene del nostro paese. Infine, rivolgo un pensiero ed un saluto affettuoso a tutti i miei Concittadini Sangiovannesi ed al mio paese, che amo ed amerò sempre”.
