Falsi contratti per favorire gli immigrati, vigilessa chiede l’abbreviato

Marina Mingarelli
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Falsi contratti per favorire l’ingresso degli immigrati nella provincia ciociara. Ben 46 le persone che sono finite davanti al gup del tribunale di Frosinone. L’altro ieri una delle vigilesse del Comune di Frosinone coinvolte in questa inchiesta, ha chiesto di essere processata con il rito abbreviato.

Difesa dagli avvocati Giuseppe Spaziani e Claudia Padovani l’agente di polizia locale si è detta estranea ai fatti contestati in quanto dopo aver effettuato un accertamento di residenza aveva prodotto verbale di esito negativo perché coloro che dovevano risiedere in quell’appartamento risultavano assenti. Soltanto successivamente su richiesta dell’ufficio Anagrafe aveva effettuato un altro accesso. In questo caso avendo trovato le persone residenti in quello stabile, aveva dato parere positivo. Il pubblico ministero Rossella Ricca alla luce delle memorie difensive presentate dai legali Spaziani e Padovani ha chiesto per l’imputata assoluzione con formula piena. La sentenza è prevista per il prossimo 31 gennaio. In questa data il giudice si pronuncerà anche per coloro che hanno chiesto il rito ordinario. I fatti scaturiscono da un’inchiesta che ha portato alla luce il giro di affitti fittizi a favore di immigrati per ottenere la residenza, requisito indispensabile per il permesso di soggiorno. I fatti risalgono al 2019. A capo del business, secondo le accuse, ci sarebbe stato un agente immobiliare di Fiuggi, il quale, attraverso la collaborazione di alcuni mediatori, si occupava delle locazioni fittizie e delle pratiche amministrative per ottenere la residenza. In alcuni casi, secondo la Procura, ci sarebbe stata la complicità di alcuni agenti di polizia locale addetti a verificare l’effettiva presenza degli immigrati negli appartamenti dichiarati, spesso privi anche delle utenze di gas e luce. Le contestazioni riguardano anche la polizia locale del Comune di Fiuggi, dove risiede l’agente immobiliare. Tra gli indagati ci sono anche tre vigili. Secondo la Procura uno di questi, dirigente, sarebbe stato a conoscenza del fatto che un vigile aveva svolto accertamenti anagrafici senza verificare le condizioni (allacci, mobili e così via) che attestassero l’effettiva residenza degli immigrati. Nonostante questo il dirigente non avrebbe segnalato il comportamento dell’agente all’autorità giudiziaria. Nel collegio difensivo gli avvocati Tony Ceccarelli, Angelo Testa, Antonio Ceccani, Marilena Colagiacomo, Roberto Filardi, Roberta Di Marino, Fabrizio e Costantino Ambrosi e Alioka Baccarini.
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