Questa mattina è in corso la visita dell’onorevole Mollicone, a capo di una delegazione della Commissione Cultura che presiede, e di numerose autorità ministeriali e regionali.
La notizia nei giorni scorsi ha portato le associazioni che per anni si sono battute per il ritorno alla collettività della Certosa di Trisulti a mettere nero su bianco ciò che non va. “Le scriviamo in quanto rappresentanti del mondo associativo locale – recita la lettera aperta – che, riuniti nella Rete Trisulti Bene Comune, dopo aver coadiuvato lo Stato a recuperare al godimento della comunità nazionale e internazionale e alla sua vocazione storica e religiosa la Certosa (in esito alle note vicende giudiziarie e politiche con la Fondazione “bannoniana”), hanno visto riconosciuto il proprio ruolo ed interesse legittimo e sono parte del tavolo di lavoro, istituito con decreto ministeriale, per la valorizzazione della Certosa. Ci auguriamo di avere presto l’opportunità di incontrarla per rappresentarle il nostro punto di vista che riteniamo possa aiutarla a definire al meglio le emergenze della Certosa che richiamano tutti e soprattutto chi istituzionalmente ne ha il gravoso carico, al dovere di una costante attenzione e di interventi strategici di lunga gittata”. In particolare, le associazioni sottolineano la carenza di indicazioni che informino e facciano apprezzare le tante opere artistiche presenti ma anche di dispositivi di protezione delle stesse. Così come la visita ai luoghi più pregevoli della Certosa risulta inibita, per la presenza di barriere architettoniche che limitano l’accesso alle persone con difficoltà motorie che non trovano neanche servizi igienici ad esse dedicati. “La ricchissima biblioteca, poi – continua la lettera – manca di personale addetto che le permetterebbe di svolgere per intero la sua attività per studiosi e cultori; scoprirà il consistente deposito di reliquie anche esse nascoste, mentre si potrebbero presentare al culto dei fedeli e all’ammirazione di tutti. […] Non staremo a ricordarle che la nostra rivendicazione – chiudono le associazioni – nasce non solo dal ruolo riconosciuto legittimo dal Consiglio di stato, che abbiamo svolto nella difficile, e prima richiamata, contesa giudiziaria, ma anche dai dettami di quella Convenzione di Faro che valorizza il concetto cardine della “sussidiarietà” e l’apporto alla valorizzazione del patrimonio culturale comune dei soggetti di rappresentanza sociale”. Andrea Tagliaferri
