La Regione Lazio dovrà versare quasi 80.000 euro alla curatela fallimentare della società Promozione e Sviluppo Latina S.p.A. Si tratta, per l’esattezza di 71.664,67 euro, oltre interessi, spese di giudizio liquidate in 1.067,50 euro per compenso (più spese generali pari al 15%, iva e cpa).
È quanto stabilito dal Tribunale amministrativo di Latina che ha depositato nei giorni scorsi la sentenza n. 830/2023. Inoltre, il giudici amministrativi hanno anche disposto la trasmissione degli atti di causa alla Corte dei Conti affinché sia vagliata l’esistenza di eventuali danni erariali A rivolgersi al Tar del Lazio è stato il Fallimento della Spa, società nata per promuovere il turismo e l’economia dell’area pontina di cui è socia la stessa Regione Lazio oltre che la provincia di Latina ed altri soggetti pubblici. La stessa società, però, già nel 2009 era stata messa in liquidazione. Negli anni passati, la Regione Lazio aveva incassato dalla società pontina la cifra di 71.664,67 euro sulla scorta di una cartella esattoriale per imposte e somme ritenute dovute all’Ente della Pisana. Nel 2016, però, a seguito del ricorso presentato contro quella cartella dalla società in fallimento, il Tribunale di Latina aveva annullato la cartella esattoriale. La Regione, in tutti questi anni, non ha mai voluto restituire le somme incassate. Nel 2019, il Fallimento si è rivolto nuovamente al Tribunale ordinario di Latina per l’emissione di un decreto ingiuntivo sulla scorta della sentenza passata in giudicato che riconosceva non dovute le somme incassate dalla Regione. Il decreto è stato concesso, ma ancora una volta l’Ente regionale non ha onorato l’ordine di pagamento. Da qui la decisione della curatela fallimentare di rivolgersi al Tribunale amministrativo regionale affinché ordinasse alla Regione Lazio di ottemperare al provvedimento monitorio. Il Tar di Latina, considerato e verificato il sussistere di tutte le condizioni previste dalla legge, ha quindi accolto l’istanza del Fallimento e concesso alla Regione Lazio trenta giorni di tempo pagare quanto stabilito dal decreto ingiuntivo; inoltre, ha stabilito che, qualora l’ente regionale rimanesse ulteriormente inadempiente, provveda al pagamento, in qualità di commissario ‘ad acta’ il direttore della Direzione centrale per la Finanza Locale del Ministero dell’Interno (o funzionario da lui delegato). La Regione Lazio è stata condannata, come detto, anche al pagamento delle spese di giudizio. Infine il Tar ha disposto “la trasmissione di copia della sentenza alla Corte dei Conti per le valutazioni di competenza in ordine a eventuali profili di responsabilità amministrativa dei funzionari dell’Amministrazione”. Cesidio Vano
