Anagni – Un presidente blasonato per il Biodigestore che secondo il Comune era stato archiviato 

Ettore Cesaritti
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Come un fulmine a ciel sereno, la notizia della nomina del dott. Paolo Patrizi, ex funzionario di Polizia di vasta esperienza, a Presidente della società che dovrebbe costruire e gestire il futuro Biodigestore.

Affidato ad Ansa il comunicato che esordisce con “Il Consiglio d’Amministrazione della società Energia Anagni che realizzerà il biodigestore nel quale trattare tutti i rifiuti organici dei 91 Comuni della Provincia di Frosinone ha eletto questa sera come presidente Paolo Patrizi. Uno dei funzionari di polizia più in vista del territorio, Patrizi è andato in pensione per raggiunti limiti di età da poche settimane dopo avere diretto uffici di polizia giudiziaria a Siena e Roma….”. Proseguendo con la dichiarazione congiunta di Fabio De Angelis presidente Saf, Daniele Natalia sindaco e Francesco Borgomeo presidente Saxa: “Abbiamo fatto una scelta di territorio e di legalità. Perché l’economia circolare è bastione contro le ecomafie. Per questo, di comune accordo e senza esitazioni, abbiamo scelto come presidente il dottor Paolo Patrizi. A lui abbiamo chiesto di realizzare il nostro progetto di ‘cucina a vista’ per il territorio e sul territorio”. Sentito da noi, il neo presidente Paolo Patrizi ha dichiarato soddisfatto: “La mia missione sarà quella di garantire il massimo rigore nell’osservanza della legge, per tutelare la nostra comunità ed il prestigio degli enti coinvolti. Confido particolarmente in interlocutori certamente critici ma liberi da riserve ideologiche intessute su asserzioni pseudo-scientifiche assolutamente prive di fondamento”. Luca Santovincenzo non ci sta, ed esordisce con: “Da quel che leggo, trapela soddisfazione del sindaco sulla realizzazione di un impianto che oggi ha deciso nuovamente di appoggiare. Le dichiarazioni riportate da certa stampa online sono agghiaccianti e voglio sperare che non siano vere. Altrimenti, mostrano l’ennesimo voltafaccia. Se così è mi opporrò con tutte le mie forze, interessando anche il Prefetto se necessario. C’è una delibera di iniziativa popolare da rispettare ed un sindaco non può andare contro il suo Consiglio Comunale. È il sindaco di un Comune che ha impugnato le autorizzazioni del biodigestore davanti al TAR ed è stato lui stesso a firmare un parere sanitario contrario. Vorrei anche ricordargli che in campagna elettorale aveva rassicurato tutti annunciando che l’impianto non si sarebbe più fatto”. Un Natale affatto di pace. E.C.
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