Getta acqua bollente addosso alla madre, figlio violento a giudizio

Marina Mingarelli
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Per dieci anni aveva sopportato ogni tipo di vessazione e di angheria da parte del figlio, un trentenne disoccupato residente a Veroli.

E se per caso provava a contrastare le sue idee volavano pugni e schiaffi. Ma l’amore di una madre si sa, è grande, e la donna aveva subito ogni genere di maltrattamento in silenzio. Ma un giorno durante una lite, il trentenne in preda all’ira le aveva gettato addosso dell’acqua bollente causandole delle lesioni che avevano richiesto le cure dei medici del pronto soccorso. A causa di quelle ustioni era rimasta degente in ospedale per molti giorni. Ma era stato a quel punto che aveva deciso di dire basta e di denunciare quel figlio violento. Ormai la convivenza con quel ragazzo era diventata davvero impossibile. Era inconcepibile vivere sotto lo stesso tetto con una persona della quale si aveva paura perchè dava in escandescenze per un nonnulla. Lei, povera donna, voleva continuare a vivere senza temere di essere uccisa proprio da colui che aveva generato. A conclusione delle indagini il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio e l’uomo è finito sottoprocesso per maltrattamenti in famiglia. Nei giorni scorsi, sul banco dei testimoni è salita proprio la vittima. La donna con le lacrime agli occhi ha riferito davanti al giudice del tribunale di Frosinone che già un’altra volta il figlio l’aveva mandata in ospedale perché durante una discussione le aveva lanciato addosso una statua di marmo causandole ferite per le quali era stato necessario il ricovero. L’uomo difeso dall’avvocato Pietro Polidori respinge le accuse. A suo dire non è vero nulla di quello che avrebbe riferito la madre in aula. Si torna in aula il prossimo febbraio. In questa data verranno ascoltati alcuni testi della difesa. Spetterà adesso all’avvocato Polidori smantellare tutto il castello accusatorio che è stato montato nei confronti del suo assistito.
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