A un mese da Natale, l’azienda Fiorucci di Pomezia Santa Palomba ha annunciato oltre 200 licenziamenti. Sarebbe questo, infatti, l’effetto del piano di ristrutturazione redatto dalla nuova proprietà per fronteggiare la crisi che ha colpito anche la celebre industria di prosciutti e insaccati, che si dice così costretta a rivedere la forza lavoro su due siti produttivi, quello romano e quello di Parma.
Anche se il nuovo piano aziendale punterebbe – stando a quello che sostiene l’azienda – a risanare l’azienda, rilanciare le produzioni e conquistare nuove quote di mercato, di fatto quello che emerge nell’immediato sono le centinaia di esuberi annunciati. Anzi, finora i sindacati hanno chiesto di poter visionare il piano nel dettaglio, ma non sono riusciti ad ottenerlo, solo dopo l’avvio del licenziamento collettivo, potranno confrontarsi con la proprietà aziendale. Tra le prime sigle sindacali a prendere posizione a difesa dei lavoratori e contro la politica dei licenziamenti manifestata dall’azienda, è stata l’UGL Agroalimentare che parla di “un copione già visto, che rischia di tradursi solo in nuove promesse di investimenti, tradite con la perdita di oltre la metà dei posti di lavoro nello storico sito di Pomezia Santa Palomba senza alcuna garanzia di un futuro per lo stabilimento”. L’azienda ha annunciato per oggi (27 novembre) l’avvio della procedura di licenziamento collettivo, che – come detto – coinvolge anche i lavoratori dello stabilimento ‘Ugolotti’ di Parma, mentre i lavoratori si riuniranno in assemblea. Le segreterie nazionale e territoriale UGL Agroalimentare con le Rsu aziendali hanno proclamato lo stato di agitazione in attesa delle ulteriori azioni che verranno decise dai lavoratori. Da parte sua, Armando Valiani, segretario regionale UGL Lazio, ha espresso vicinanza ai lavoratori: “Come struttura regionale – ha sottolineato Valiani – sono a disposizione della categoria per sensibilizzare la politica, affinché possa intervenire per fermare quello che si preannuncia come l’ennesimo dramma sociale. Il licenziamento di 200 professionalità in un’azienda così importante per il territorio provocherà anche problemi all’indotto con danni per l’intero settore”. Cesidio Vano
