(di Roberta Pugliesi) Le grida di una donna incinta, il pianto disperato di una bambina e la voce di un uomo che urla come un matto. Come chiunque probabilmente avrebbe fatto, una persona chiama il 112 temendo che all’interno di quell’appartamento stesse per accadere il peggio.
È accaduto due sere fa a Monte San Giovanni Campano dove i carabinieri del Radiomobile della compagnia di Sora sono intervenuti pochissimi minuti dopo la chiamata arrivata alla centrale operativa. Una corsa a velocità elevata sulla superstrada per non perdere secondi che, si pensava, potessero essere preziosi. Sirene e lampeggianti accesi. Ma quando i carabinieri sono arrivati nell’abitazione, peraltro in cui vive un uomo già noto alle forze dell’ordine, si sono trovati di fronte ad una donna che nonostante la gravidanza avviata da mesi, l’agitazione, la paura ed una situazione tutt’altro che tranquilla non voleva andare in ospedale per un controllo e che all’insistenza dei carabinieri rispondeva che la decisione era sua e non del marito. Di fatto non solo stava smentendo la segnalante sul presunto litigio ma fugava ogni dubbio su eventuali comportamenti del marito. I carabinieri, quindi, dopo essersi accertati che la donna stesse bene e dopo aver riportato la situazione alla calma, sono tornati al servizio di pattugliamento. Naturalmente la donna è stata visitata dai sanitari del 118 che non hanno riscontrato situazioni particolari. Raccontiamo questa storia anche per far comprendere l’importanza di continuare a segnalare tempestivamente alle forze dell’ordine situazioni (anche terze) che appaiono preoccupanti ma soprattutto ribadire, semmai ce ne fosse bisogno, che le forze dell’ordine ci sono. Ventiquattr’ore su ventiquattro. Non entriamo nel merito del caso specifico. Talvolta, però, non è infrequente imbattersi in storie familiari in cui sono le stesse donne a difendere mariti o compagni violenti, quelle stesse donne che dopo un’escalation di violenza fisica e verbale, senza aver trovato il coraggio di denunciare o sottovalutando alcuni comportamenti, ne sono poi rimaste vittime.
