AGGIORNAMENTO Sora – Allarme all’ex Tomassi, ‘tutto un malinteso’: ecco com’è andata

Irene Mizzoni
4 MIn Lettura
In base alle informazioni che oggi abbiamo raccolto, dopo aver verificato più volte, anche incrociando le fonti, poco dopo le 13 abbiamo dato notizia ai nostri lettori circa l’intervento di vigili del fuoco, 118 e carabinieri nel cantiere della ex Tomassi per una 12enne che risultava aver confidato ad un’amica di voler farla finita. Gli intervenuti subito si sono messi alla ricerca della ragazza. Nel nostro articolo (leggi qui) abbiamo riportato che una pattuglia dei Carabinieri é entrata nel cantiere, forzando la recinzione, ed ha ispezionato sia la parte bassa che tutti i piani alti. Infatti, in un primo momento della ragazzina non vi era traccia e abbiamo concluso dando notizia che la situazione era tornata alla normalità – e la ragazza all’abbraccio della sua famiglia. Di seguito ora riportiamo la nota dei Carabinieri che hanno ricostruito l’accaduto.

Nella mattinata di oggi, in Sora, era stata segnalato al numero di emergenza 112 e per il tramite di quegli operatori ai sanitari del 118 ed ai Carabinieri, che una dodicenne si trovava all’interno della struttura abbandonata del centro commerciale, mai terminato, “Serapide” con l’intento di farsi del male. I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Sora con i colleghi della Stazione di Sora si sono portati sul posto, dove sono sopraggiunti anche personale del 118 e dei Vigili del Fuoco. La priorità era accertare intanto che la segnalazione non avesse riscontro e che il fatto non stesse accadendo. Così, mentre le prime pattuglie intervenute stavano ispezionando sia l’esterno che l’interno della struttura, i colleghi della Centrale Operativa cercavano di interloquire con la segnalante per avere informazioni attendibili e poter anche gestire meglio possibile le risorse sul campo. Dopo diversi minuti, a causa delle farraginose comunicazioni che avvenivano tra le persone e che ritardavano le possibilità di contatto, si riusciva a comprendere che la segnalante al NUE112 non aveva avuto informazioni dirette ma che la sua segnalazione nasceva dalle considerazioni fatte da un’altra persona sulla base di un messaggio ricevuto da una sua nipote. A questo punto, fortunatamente, si delineava l’ipotesi di un grosso malinteso, autoalimentato dalla difficoltà di comunicare con le “protagoniste” della storia da parte di chi poi la stava diffondendo ed aveva dato l’allarme, e che questo aveva già iniziato a diffondersi sui social e anche su qualche canale media on-line. Quando poi i Carabinieri riuscivano ad avere i riferimenti, facendo telefonicamente tutti i passaggi fino ad arrivare alla prima segnalante, emergeva che una ragazzina 12enne, aveva inviato ad una sua coetanea un messaggio. Quest’ultima, raccogliendo una lamentela della sua amica, le aveva chiesto informazioni e spiegazioni. Non avendo risposta dall’amica, in maniera totalmente autonoma aveva immaginato che stesse accadendo qualcosa; era a scuola e doveva posare il telefono perché l’intervallo stava finendo allora ha avvisato una sua zia, chiedendole di accertarsi che all’amica non stesse accadendo nulla. Insomma, da un messaggio frainteso, il tam tam delle comunicazioni, a cui non seguivano spiegazioni e verifiche, ha fatto sì che fosse dato l’allarme da una quarta persona. Le due ragazzine però si trovavano entrambe a scuola e solo per questo non potevano rispondere alle prime richieste di chiarimento dell’amica, l’una, ed alle richieste di ulteriori informazioni, l’altra. Anche il riferimento all’edificio abbandonato era venuto alla donna che aveva ricevuto la richiesta di “aiuto” dalla nipote. Tutto si è rasserenato ed è stato chiarito quando i militari hanno avuto difronte le due ragazze e, malgrado la confusione e le paure, va benissimo che sia andata così.
Condividi questo articolo
Nessun commento