“Serena Mollicone poteva essere salvata”

Marina Mingarelli
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Serena Mollicone prima di morire sarebbe stata costretta ad una agonia di dieci ore. Secondo la consulente, dottoressa Cristina Cattaneo, la studentessa di Arce poteva essere salvata. Invece l’assassino dopo averla sbattuta contro lo stipite di una porta l’ha lasciata morire.

La difesa della famiglia Mottola invece insiste sul fatto che restano le contraddizioni e che in aula non si è ascoltato nulla di nuovo rispetto al processo che è stato centrato in primo grado presso la corte di Assise di Frosinone. Gli imputati, ricordiamo sono Franco Mottola, ex comandante della stazione di Arce, il foglio Marco, la moglie Annamaria e i carabinieri Francesco Suprano e Vincenzo Quatrale. Quest’ultimo, va detto, è accusato di istigazione al suicidio per la morte dell’appuntato Santino Tuzi morto nel 2008. Tornando al decesso della studentessa di Arce, secondo la consulente del pm Beatrice Siravo, la ragazza sarebbe morta tra le 13.30 e le 20 del primo giugno di ventidue anni fa. Serena avrebbe avuto un trauma cranico senza sanguinamento. Ma sarebbe morta lentamente per asfissia. Secondo la dottoressa Cattaneo il buco trovato nella porta della foresteria della caserma sarebbe compatibile con la lesione al cranio riportata dalla ragazza. Si torna in aula il prossimo 7 dicembre in questa data ma anche il prossimo 14 dicembre verranno ascoltati i tre militari del Ris e il medico legale Giorgio Bollino, consulente della famiglia Mottola . Mar. Ming.
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