(di Dario Facci) Quando si dice l’inappropriatezza! Proprio la chiesa trecentesca di San Tommaso doveva essere utilizzata per guarnire un articolo dell’Ansa sulle vittime di abusi sessuali in parrocchia! Proprio, guarda caso, all’inizio del triennio dedicato al doctor angelicus doveva succedere la gaffe fotografica. Viene quasi il sospetto che il diavolaccio tentatore (che Tommaso sconfisse proprio nel castello dei D’Aquino a Roccasecca) ci abbia voluto rimettere le coda!
Così, alla vista dell’immagine della prima chiesa eretta nel 1325 in onore dell’importantissimo Santo filosofo, posta a corredo del pur interessante articolo sulle “porcherie” nelle parrocchie, il sindaco di Roccasecca s’è infuriato: “ma come, proprio adesso, in un momento tanto particolare come quello del triennio a lui dedicato: nel 2023 ricorrono i settecento anni dalla canonizzazione; nel 2024 i settecentocinquant’anni dalla morte; nel 2025 gli ottocento anni dalla nascita. Tra l’altro si tratta di una chiesa giubilare fino al prossimo luglio 2024, proprio per queste specifiche ricorrenze!” Ma Sacco (così si chiama il sindaco) non è persona che s’indigna e basta, coglie l’attimo per promuovere il suo splendido paese: “Invito l’agenzia Ansa a venire a Roccasecca: saliremo insieme viale Paolo VI per poi raggiungere la chiesa trecentesca, affacciarci dal panorama che da lì si può gustare, salire al parco archeologico del castello dei Conti D’Aquino, così da avere la materia utile per raccontare la vita, il pensiero e le opere del nostro grande concittadino, motivo per il quale la nostra città dovrebbe salire agli onori della cronaca in questo periodo e non per fatti che nulla hanno a che fare con la sua millenaria tradizione”. Giuseppe Sacco si è anche appellato al ministro Sangiuliano, giornalista a amante di piccoli centri.
