(di Dario Facci) Cosa c’è dentro le motivazioni delle dimissioni e quale l’eredità lascia al Consorzio Industriale del Lazio? Francesco De Angelis risponde alle nostre domande. Di seguito l’intervista.
Approfondiamo la decisione di dimettersi da presidente del Consorzio industriale del Lazio E’ la decisione più giusta. E’ quel che serve al Consorzio. Prendere atto che si è aperta una nuova fase politica e che le condizioni non ci sono più. Io sono stato nominato presidente del Consorzio da Nicola Zingaretti, dalla precedente amministrazione regionale, oggi c’è una nuova maggioranza ed è giusto che il più grande consorzio industriale d’Italia abbia una dirigenza in completa sintonia con il governo della Regione, perché il Consorzio ha bisogno della Regione. Dunque una decisione che va letta come un gesto di responsabilità? Io ho un grande attaccamento al Consorzio, gli voglio bene. Ho lavorato prima da commissario poi da presidente per la costruzione del più grande consorzio industriale d’Italia, ad un progetto di riforma fortemente innovativo ed è su questa strada che bisogna andare avanti. Lei è fiducioso quindi Si, io credo che noi si debba operare tutti per costruire le condizioni affinché questo ente sia utile. Così come lo è stato in questi anni, ma anche di più. Che divenga sempre più utile, sia al territorio sia alle sue imprese. Qual è il consuntivo del suo operato? Beh, credo di aver fatto molto, di aver certamente dato molto e mi sento soddisfatto dei risultati raggiunti ma, come in tutte le cose arriva il momento di voltare pagina. Le cose iniziano, finiscono, si apre una fase nuova ed io molto serenamente vado verso la sua chiusura. Ho avuto buoni rapporti sia con la passata amministrazione sia con quella attuale. Per quanto riguarda la prima, quella di Zingaretti e la sua amministrazione, avevamo lo stesso colore politico. Però devo dire che con la seconda, quella di Rocca, anche se di segno politico diverso, ho ottimi rapporti. Sia con il presidente, sia con la Angelilli, con il Consiglio regionale perché quando si è impegnati nelle istituzioni la maglietta te la devi togliere e l’interesse è l’istituzione. Intende dire che è il risultato quello che conta Certo. Nel nostro caso i risultati per il territorio e per le imprese. Ci sono molti progetti importanti in ballo e su questi progetti si costruirà il futuro del Consorzio. Allora che ente lascia al suo successore? Senza infingimenti, un ente importante. Sento dirmi spesso che prima del mio arrivo al Consorzio, almeno negli ultimi anni, dell’ASI di Frosinone si parlava assai poco, oggi invece parliamo di una realtà importante e questo grazie soprattutto al progetto di riforma che abbiamo ideato e iniziato. Ora siamo percepiti soprattutto positivamente dalle imprese perché abbiamo fatto cose importanti. Per esempio? Le infrastrutture, il progetto sull’idrogeno per il quale proprio in questi giorni abbiamo sottoscritto l’accordo, ci sarà un finanziamento di 9 milioni di euro ed è un passo importante verso una svolta green. Si tratta del primo esempio in Italia di Hydrogen Valley ed un fiore all’occhiello di questa amministrazione e anche della Regione Lazio con la quale abbiamo agito in perfetta sintonia. Poi pensiamo alle iniziative per il recupero dei siti industriali dismessi, l’esempio arcinoto è quello della ex Videocon che per noi è un progetto pilota ben riuscito. Tra le ultime la “fiscalità di vantaggio”, abbiamo fatto una grande operazione, 136 milioni di euro per le imprese, non si vedeva dai tempi della Cassa per il Mezzogiorno una cosa del genere, insomma siamo diventati un ente importante, ci guardano con attenzione e rispetto, la soddisfazione è davvero tanta. Sente dunque di aver dato una svolta davvero al tessuto industriale Di aver fatto qualcosa di positivo certamente. Grazie a tutti coloro che hanno contribuito al conseguimento di questi risultati. A tutti coloro che hanno lavorato con me ma, in questo momento il pensiero va a Giovanni Proia, è stato il presidente dell’ASI prima di me ed è stato il mio vice presidente. Oggi non c’è più e manca tanto a tutti coloro con i quali ha collaborato, sia nel Consorzio sia altrove. Grazie ai dipendenti del Consorzio che all’inizio erano anche un po’ spaventati e si chiedevano cosa stesse per accadere. I cambiamenti sono sempre un momento preoccupante. Però si sono sempre impegnati molto e si sono resi partecipi della costruzione di una realtà importante. Lascia un’eredità importante, dice. Il suo successore cosa dovrà fare adesso? Adesso si deve completare la mission del Consorzio, perché noi abbiamo fatto il primo passo. La Regione Lazio ha varato la legge di nascita di questa nuova creatura, cioè il Consorzio regionale ma adesso deve essere varata la norma che regolerà la seconda fase del nostro progetto cioè la nuova mission del Consorzio. Perché ancora oggi, a parte le dimensioni, siamo quello che eravamo in precedenza. Io sono convinto che quando partirà la nuova mission che significa tante cose: organismo intermedio, ente di gestione degli incentivi alle imprese, reindustrializzazione dei siti dismessi, incentivi, innovazione, ricerca, insomma davvero il Consorzio industriale sarà la chiave dello sviluppo e della crescita economica della nostra regione. E adesso cosa farà? E chi lo sa? Intanto mi godo i miei nipotini perché avrò più tempo per stare con la famiglia, i figli. E poi, chi mi conosce sa che io non sto mai fermo Infatti, chi la conosce non ci crede E’ chiaro che si apre per me una fase nuova. Poi alle considerazioni che abbiamo fatto all’inizio, cioè quando dicevamo del perché io abbia compiuto la scelta di dimettermi. Dentro quella scelta c’è anche il fatto che da qualche mese sono il presidente regionale del Partito Democratico del Lazio. Quindi anche questa situazione ha certamente pesato nella scelta perché ora ho una funzione tutta politica, tutta di partito. Si chiude una fase, quella dell’impegno istituzionale e si apre una fase tutta politica. A cosa pensa esattamente Penso, per esempio, che in questa fase ci sono degli appuntamenti elettorali importanti, ci sono le Provinciali e una tornata corposa delle Comunali. Ci sono le Europee e quindi ci mettiamo il vestito della politica che poi è la mia vera passione ed è quello che tutti mi dicono che sono fare meglio. Ed è comunque una sfida nuova, porta nuovo entusiasmo e voglia di fare, apre nuovi orizzonti e quindi sarà una fase positiva.
