IL CASO – L’evasione fiscale? I sindaci non la vedono. Nel Lazio, Frosinone ‘recupera’ 185 euro e Viterbo appena 25

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) I sindaci non fanno più la ‘spia’ al fisco. Tra i capoluoghi di provincia del Lazio solo Roma, Frosinone e Viterbo si sono attivati per segnalare all’Agenzia delle Entrate, potenziali situazioni di evasione fiscale, ma lo hanno fatto per pochissimi e scarsamente significativi casi, tanto che – nonostante sia riconosciuto agli enti locali che permettono di recuperare l’evasione il versamento della metà delle somme recuperate – Frosinone si è visto pagare solo 185 euro e Viterbo appena 25. A Roma, con le dovute proporzioni, il beneficio è stato di appena 18.277 euro. Latina e Rieti, invece, non hanno segnalato alcuna irregolarità. E non è una novità: le due province del Lazio non hanno mai riscontrato, almeno negli ultimi sette anni di cui si conoscono i dati, situazioni di possibile evasione sulla base delle informazioni che pure come enti locali posseggono.

Ed anche chi ha segnalato, lo ha fatto senza impegno e senza neanche credere tanto che quell’attività potesse essere un motivo di sostegno al bilancio comunale. Dal 2016 a oggi, infatti, i premi portati a casa dai sindaci, grazie alle segnalazioni al fisco, sono progressivamente diminuiti. Basta guardare ai soli tre capoluoghi collaborativi del Lazio: nel 2016, Roma aveva incassato 108.071 euro, oggi porta a casa meno in un decimo di quella somma; Frosinone, sempre nel 2016, aveva ricevuto in premio 12.835 euro, oggi appena 185; Viterbo solo nel 2020 aveva sfiorato i 3.000 euro, oggi incassa 25 euro puliti. Nella classifica dei 111 capoluoghi di provincia, ordinata in base al contributo dato alla lotta all’evasione, Roma si piazza al 16esimo posto; Frosinone al 50esimo e Viterbo al 55esimo. I dati sono quelli pubblicati dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha analizzato a livello nazionale e per capoluogo di provincia il risultato dell’impegno dei comuni nel partecipare alla lotta all’evasione fiscale. I numeri raccontano che lo scorso anno (2022), grazie alle segnalazioni dei Comuni al Fisco, sono stati recuperati dall’Agenzia delle Entrate non più di 6 milioni di euro: si tratta appena dello 0,007% dei 90 miliardi di euro che annualmente gli evasori trattengono indebitamente. È dal 1973, che la normativa italiana prevede un riconoscimento economico ai Comuni che segnalano al Fisco situazioni di evasione sulla scorta degli accertamenti che possono fare su abusi edilizi, proprietà immobiliari, residente fittizie, disponibilità di beni indicativi della capacità contributiva, ecc. Nel 2011, tale ‘premio’ è stato portato al 50% delle somme recuperate, ma nonostante il ricco incentivo, i comuni restano a guardare. Lo scorso anno, infatti, sono stati appena 265 (su 7.901, ovvero appena il 3,3%) i comuni italiani che si sono attivati fornendo idonee segnalazioni all’Agenzia delle Entrate. A frenare i Comuni in questa attività di accertamento di possibili evasioni, sono soprattutto le procedure fissate dalla legge: l’ente locale, infatti, deve girare al Fisco “segnalazioni puntuali” ovvero ben circostanziate e con dati identificativi del soggetto a cui contestare le ipotizzate evasione o elusione. Per istruire tali segnalazioni, i comuni debbono disporre di personale adeguatamente formato e capace di analizzare i dati; ma spesso gli enti locali non hanno neanche dipendenti idonei per incassare le proprie tasse e imposte (e spesso infatti tale servizio viene esternalizzato e affidato a privati) figurarsi per farlo per conto allo Stato. Per tanti Sindaci – annotano dall’ufficio studi della Cgia – è “conveniente” non segnalare, anche perché scatenare una “campagna” contro gli evasori e/o gli abusivi, potrebbe essere alla fine addirittura controproducente in termini di consenso elettorale. Secondo i dati forniti dalla Cgia, è il comune capoluogo di Genova il più virtuoso del 2022 in Italia, che ha ricevuto un contributo per la sua attività di contrasto all’evasione erariale pari a 863.459 euro. Seguono poi Milano con 367.410 euro, Torino con 162.672 euro, Prato con 147.243 euro e Bologna con 99.555 euro. Tra le prime dieci posizioni a livello nazionale spiccano i risultati conseguiti dai Sindaci di Maclodio (Bs) e Guastalla (Re) che grazie alle segnalazioni comunicate all’Agenzia delle Entrate hanno ricevuto rispettivamente 47.660 e 45.087 euro. Sono cifre che, ovviamente, stridono se confrontate con i 1.892 euro recuperati a Messina, i 1.458 euro a Palermo, i 651 euro a Napoli o i 301 euro ad Agrigento. Senza contare che, ad esempio, il Comune di Caltanissetta, di Catania, di Taranto, di Cosenza, di Caserta e di Foggia non sono stati in grado di contribuire al recupero di nemmeno un euro.
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