Accusata di evasione fiscale, ma l’agenzia delle Entrate riconosce l’errore ed effettua lo sgravio nella posizione di una casalinga di Chiamari, una frazione di Monte San Giovanni Campano, che per l’ente di riscossione era morosa di ben 158 mila euro.
Ciò, va detto, è stato reso possibile grazie al tempestivo intervento dei funzionari che si sono mostrati solerti ed attenti alle richieste della contribuente. La vicenda risale al 2006 quando la donna è stata accusata di evasione fiscale per una cifra che non ha mai posseduto: 760 mila euro. L’incubo della casalinga inizia quando la madre le regala per la prima comunione della nipote, 7.600 euro. Denaro che la donna era andata a versare all’ufficio postale. Ma subito dopo quel versamento si accorge che c’era stato un errore. Durante l’operazione, invece di 7.600 euro l’impiegato aveva registrato sul suo conto 760 mila euro. In pratica, inavvertitamente, aveva battuto due zeri in più. La casalinga aveva subito fatto presente quell’errore. Il problema è sorto perché, invece di stornarlo, l’impiegato postale ha fatto figurare che dopo il versamento c’era stato subito un prelievo. Da qui l’accusa per non aver rispettato la normativa riguardante la legge sul riciclaggio. A seguito di tali fatti c’era stata la segnalazione in Procura ed il successivo rinvio a giudizio. Secondo gli investigatori, al fine di evadere le imposte sui redditi e sul valore aggiunto, aveva omesso di di presentare pur essendo obbligata, la dichiarazione dei redditi annuale per l’anno 2006 con Irpef evasa pari a 158.200 euro. Nonostante sia stata assolta nell’agosto scorso la donna, che aveva presentato documenti per la rottamazione di altri debiti che doveva saldare, si è ritrovata sulle cartelle esattoriali anche quella multa di 158 mila euro. Fortunatamente l’agenzia delle Entrate ha riconosciuto il suo errore ed ha provveduto ad effettuare lo sgravio. Per la casalinga, rappresentata dagli avvocati Roberto Filardi ed Annamaria Buttarazzi, è stata la fine di un incubo. Mar.Ming.
