“Istituire a Frosinone centri specializzati per il recupero di uomini che si sono resi colpevoli di violenza contro le donne”. Lo ha chiesto formalmente, evidenziando la mancata applicazione della normativa prevista dalla legge Cartabia che ha introdotto diverse novità per contrastare la violenza di genere, il presidente dell’associazione ‘Fiorire in Inverno’, Alessio Di Marco, al governatore del Lazio, Francesco Rocca.
Un’iniziativa che fa seguito al convegno, svoltosi lo scorso mese di luglio e dal titolo “La convenzione di Instanbul strumenti e politiche di contrasto alla violenza contro le donne”, promosso proprio dall’associazione Fiorire in Inverno. In quell’occasione, inoltre, venne consegnato un report, redatto dai membri dell’associazione stessa, all’europarlamentare Maria Veronica Rossi, membro della Commissione Femm, in cui si metteva in evidenza la necessità di implementare interventi significativi rivolti agli uomini autori di violenza, vista la parziale applicazione della Convenzione di Instanbul sul territorio italiano. Nella missiva firmata da Di Marco e inviata a Rocca, l’associazione chiede spiegazioni sullo stato delle cose e si esplicita la necessità di inserire effettivamente dei centri per uomini maltrattanti sul territorio della provincia di Frosinone, come previsto dalla legge. “Dobbiamo prendere atto che in questi anni molto è stato fatto ed è stato detto sul tema dei femminicidi – ha detto Di Marco -, ringraziando chi ha lavorato con costanza e dedizione al problema, risulta altrettanto imprescindibile sottolineare che, nel caso della donna che subisce violenza, esistono le case rifugio e i centri antiviolenza, ma tale collocamento resta esclusivamente un approccio emergenziale, sicuramente necessario ma non sufficiente. Ad oggi – sottolinea – manca un approccio sia preventivo che terapeutico sui violenti, il lavoro con gli uomini è concepibile dentro una logica di prevenzione, esso ha sempre uno scopo ben preciso quello di fermare l’autore della violenza. Oltre a ciò, siccome l’uomo ha tendenza a replicare i propri comportamenti, c’è da mettere in considerazione la prevenzione dalla recidiva nelle seconde relazioni. Come associazione contro la violenza di genere – prosegue il presidente -, abbiamo ben chiaro che ad oggi il problema è, e resta, la condotta violenta degli uomini, ma nutriamo forti dubbi sulla realizzazione di un progetto ad essi dedicato. Auspichiamo – conclude – che ben presto gli uomini maltrattanti della provincia di Frosinone possano avere la presenza sul territorio di più centri a loro dedicati per effettuare quei percorsi mirati previsti dalla legge, risulta imprescindibile continuare a parlare di contrasto alla violenza contro le donne ma altrettanto bisogna tener conto della causa che si trova alla base di questo problema sociale, ovvero l’uomo violento”. Cesidio Vano
