(di Cesidio Vano) Si sta cercando di correre ai ripari dopo la chiusura della superstrada Sora-Cassino all’altezza del chilometro 31, in territorio del Comune di Sant’Alia Fiume Rapido, dopo il crollo sulla carreggiata di diversi macigni staccatisi a causa dl maltempo dal costone roccioso che sovrasta la strada.
I mezzi che lasciano la superstrada a Capodicino, ad Atina Superiore, hanno riscontrato diversi problemi per trovare l’imbocco della provinciale che lì porta fino all’Olivella e quindi di nuovo sulla SSV che conduce alla Città martire. Stesso inconveniente per chi dalla Città martire sale verso Atina per poi dirigersi nel sorano: la zona, infatti, è priva di indicazioni stradali e solo i residenti e quanti vi transitano solitamente conoscono bene il percorso, tanto che l’altra sera diversi Tir, sbagliando o mancando lo svicolo, sono finiti nella centralissima in piazza Garibaldi nel centro storico di Atina e sono riusciti a fare manovra per invertire al rotta solo a seguito dell’intervento dei carabinieri e dei volontari della Protezione civile. Qualcuno ha quindi pensato di correre ai ripari e lo ha fatto con mezzi di fortuna, come testimoniano le foto scattate da alcuni automobilisti e che già stanno facendo il giro della rete: tavole di legno su cui è stata indicata la direzione per Sora con una pennellata di vernice, appesi a improvvisati sostegni e caroti di segnaletica posizionati anche a testa in giù, se il senso di svolta indicato era quello contrario; il coperchio bianco di una caldaia, con tanto di iscrizione spray “Sora” e freccia orientativa, è pur sempre meglio di niente. Va bene se sono misure provvisorie e d’emergenza, ma dopo tre giorni forse è il caso che ci si attrezzi con segnali stradali degni di tale qualifica. O no?
