(di Dario Facci) Via libera anche con i voti di parte delle opposizioni per l’Ordine del Giorno presentato dagli onorevoli Ottaviani e Mieli che impegna il Governo a istituire una ZLS per Frosinone e Latina.
Si tratta di un istituto approvato già nel Lazio nel febbraio del 2022 dalla giunta Zingaretti che però non venne mai recepito dal governo Draghi e non è, di fatto, partito. Oggi è diventata l’uovo di colombo per mettere una pezza al problema enorme di concorrenza che la nascente ZES unica, cioè la Zona Economica Speciale per le regioni del sud varata dal governo Meloni con nuovi criteri rispetto alle diverse ZES preesistenti, causerà alle cosiddette zone cuscinetto, soprattutto alle aree di lavoro Frosinone e Latina che costituiscono, tra l’altro, dei cardini strategici dell’economia del Lazio. L’Ordine del giorno dei deputati leghisti Ottaviani e Miele impegna il Governo a introdurre proprio la ZLS per il Lazio Meridionale, e innesca perfettamente la Regione Lazio che, grazie alla filiera politica con l’amministrazione Rocca non avrà difficoltà a rivitalizzare la decisione già varata (con tanto di finanziamenti previsti) dal predecessore. Sull’argomento è arrivato, in Regione Lazio, l’ordine del giorno dei consiglieri Sara Battisti ed altri, che esorta e impegna il governo regionale a dar corso all’iniziativa ZLS. Ma cos’è la zona strategica? L’istituzione della ZLS permetterà di mettere in campo una programmazione d’insieme sotto il profilo infrastrutturale e trasportistico in grado di creare una forte interconnessione tra i porti e i comuni interni del territorio, aumentando così la capacità di attrazione di investimenti, la crescita della competitività delle imprese laziali e anche nuove opportunità occupazionali legate alla Blue Economy e all’eco-innovazione. I 29 Comuni che fanno parte dalla Zona Logistica Semplificata approvata dal governo Zingaretti sono: Allumiere, Anagni, Aprilia, Cassino, Ceprano, Cisterna di Latina, Civita Castellana, Civitavecchia, Colleferro, Ferentino, Fiano Romano, Fiumicino, Fondi, Formello, Formia, Frosinone, Gaeta, Guidonia, Latina, Monterotondo, Orte, Pomezia, Pontinia, Rieti, Roma, Santa Marinella, Tarquinia, Tolfa e Viterbo. I Comuni potranno essere tra i principali beneficiari delle misure previste dal Piano di Sviluppo Strategico. L’attrazione di nuovi investimenti ha come obiettivo quello di generare ricadute economiche e occupazionali immediate sui territori di insediamento, innescando fattori di sviluppo quali la domanda di ricerca, di innovazione e di formazione qualificata con cui le amministrazioni locali possono interagire. Il rafforzamento degli aspetti infrastrutturali, con particolare riferimento alle connessioni ferroviarie e stradali previste dal piano regionale per Mobilità, Trasporti e Logistica porterà benefici che vanno ben oltre il sistema logistico: dal decongestionamento dei centri abitati, liberati dal traffico di attraversamento dei mezzi pesanti, al miglioramento della qualità dell’aria, con quote di traffici spostate dalla gomma al ferro; nuove infrastrutture, il cui utilizzo può estendersi anche al traffico veicolare, aprendo nuove direttrici territoriali dello sviluppo economico, rendendo servizi e aree produttive più accessibili. Infatti associati alla ZLS sono alcuni obiettivi strategici (in una nuova versione potranno essere modificati o implementati ovviamente): 1) Sviluppare nuovi investimenti da parte delle piccole e medie imprese locali in vari settori di riferimento dell’economia regionale, come ad esempio l’agroalimentare, l’automotive, o il packaging, i servizi per la nautica da diporto e la cantieristica navale. 2) Attirare investimenti di nuovi operatori in grado di assorbire la mano d’opera in uscita da settori in crisi o soggetti a pesanti ristrutturazioni o di incrementare i livelli di occupazione. Promuovere la realizzazione delle opere infrastrutturali di collegamento tra i porti del Lazio e tali piattaforme logistiche, favorendo in tal modo lo sviluppo in chiave ecosostenibile dei trasporti (riducendo i tempi di percorrenza) nonché lo sviluppo e l’integrazione dei corridoi trasversali Tirreno/Adriatici; 3) Attivare le azioni infrastrutturali e funzionali necessarie perché il territorio regionale acquisisca un ruolo logistico-infrastrutturale centrale all’interno dei flussi di trasporto di merci e passeggeri al livello locale, nazionale ed internazionale; 4) Ricostruire un’identità “marittima” adeguata al suo sviluppo costiero, in grado di produrre sinergia tra aree costiere ed aree interne, connettendo efficacemente il territorio interessato e creando tutte quelle sinergie istituzionali, imprenditoriali e di servizio utili alla caratterizzazione del Lazio come regione che sul mare e dal mare può fondare una parte rilevante del proprio sviluppo economico ed occupazionale, rilanciando la Blue Economy.
