Una bellissima storia, tragica ma dal lieto fine, ci viene raccontata dai medici e operatori sanitari dell’ospedale San Camillo di Roma.
Lo scorso luglio la vita di Angelo Lemmetti, un giovane di 26 anni originario di Anagni, è appesa a un sottile filo, a causa di un drammatico incidente avvenuto a Ferentino. Angelo trasportato d’urgenza al San Camillo di Roma, è sottoposto ad un’operazione con un tasso di mortalità del 60%. Al suo arrivo in Pronto Soccorso le prime indagini diagnostiche riscontrano un’emorragia cerebrale, fratture costali e pneumotorace, fratture degli arti inferiori. Sottoposto d’urgenza a posizionamento di drenaggio toracico e stabilizzazione ortopedica delle fratture e subito dopo ricoverato in terapia intensiva nella UOSD Shock e Trauma del dr. Emiliano Cingolani. L’impatto a seguito dell’incidente ha provocato il distacco del bronco principale sinistro dalla trachea di Angelo, è necessaria una nuova operazione eseguita dai chirurghi toracici dr. Giuseppe Cardillo e dr.ssa Sara Ricciardi, che eseguono una complicatissima ricostruzione delle vie aeree, ricollegando il bronco alla trachea. Purtroppo il polmone sinistro di Angelo tende a richiudersi e anche il destro. Non è più possibile una ventilazione e ossigenazione adeguata e un ulteriore peggioramento equivarrebbe a morte certa. Il 28 luglio viene avviata l’ossigenazione extracorporea, si tratta di una scelta molto rischiosa, ma è l’unica possibilità di sopravvivenza per Angelo. Il giovane viene ossigenato attraverso le macchine. Il 3 agosto perse ormai le speranze di salvare il polmone sinistro di Angelo, il dott. Cardillo e la sua equipe eseguono un delicatissimo e complesso intervento di asportazione del polmone, il tutto non staccando il giovane dalla macchina per la circolazione extracorporea che viene anzi portata direttamente in sala operatoria. “Si tratta di una procedura eseguita pochissime volte al mondo e con un tasso di mortalità di oltre il 60% – spiega Cardillo, direttore della UOC Chirurgia Toracica –. E se pensiamo che è stato eseguito dopo un precedente evento traumatico di questo livello, possiamo definirlo eccezionale”. Passi otto giorni dall’intervento, le condizioni dell’unico polmone di Angelo migliorano in modo significativo e torna ad ossigenarsi autonomamente. A settembre Angelo torna a respirare autonomamente e dopo una ventina di giorni lascia la Terapia Intensiva per essere trasferito in reparto. “Le condizioni di Lemmetti sembravano senza speranza, vederlo risorgere giorno dopo giorno è stata per noi una gioia incredibile”, commenta Cingolani, direttore dell’Unità Shock e Trauma. La forza interiore di Angelo è stata determinante, ha ridato la vita all’uomo così come la caparbietà e lo spirito di squadra di tutti i medici, infermieri, tecnici, operatori sanitari, psicologi che hanno seguito Angelo con cura, attenzione e professionalità! Anna Ammanniti
