Volantino diffamatorio al cimitero, donna a giudizio

Marina Mingarelli
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Voleva vendicarsi di uno sgarro che a suo dire le era stato fatto da una persona che si era mostrata sua amica e che invece le aveva spillato soltanto una ingente somma di denaro. Ma se è vero che la vendetta è un piatto che va servito freddo, la donna ha studiato il suo piano con dovizia di particolari.

In che modo? affiggendo un volantino al cimitero dove sapeva che tutti quelli che la conoscevano lo avrebbero letto. “Tua moglie è una donnaccia , una truffatrice professionista nel recupero dei crediti”. Questo il volantino che aveva scritto e che ha trovato affisso qualche tempo fa una signora sulla lapide del marito che riposava nel cimitero di Boville Ernica. La donna, sospettando chi fosse l’autore di quel manifesto, tramite gli avvocati Alfredo e Gabriele Scaccia ha fatto scattare la denuncia. Per la cronaca va detto che la vedova, che aveva il ruolo di promoter finanziario, con l’aiuto di un legale si era occupata di una transazione che la donna avrebbe dovuto fare con la banca. A fronte di quell’accordo le aveva versato settemila euro. Ma poi l’operazione era saltata e la donna, che si era ritrovata con un pugno di mosche in mano, aveva giurato di vendicarsi. A detta della vittima i soldi che aveva percepito dalla negoziante facevano parte della sua parcella. Non era certo colpa sua se la banca le aveva respinto quella transazione. Le indagini che sono seguite da parte della procura hanno portato all’identificazione dell’autore di quel volantino diffamatorio. Il pubblico ministero Rossella Ricca ha chiesto un esame grafologico. Il consulente che ha effettuato l’esame non ha avuto dubbi: a scrivere quelle frasi ingiuriose e diffamatorie era stata proprio la donna. Nei giorni scorsi la stessa è stata rinviata a giudizio per diffamazione ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Mar.Ming.
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