LAVORO – La Presidente di Unindustria Miriam Diurni: “Manca vera strategia di rilancio. Inutile parlare di politiche giovanili se non immaginiamo un futuro produttivo”

Dario Facci
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(di Dario Facci) Un territorio, quello della provincia di Frosinone, che si sente in emergenza e cerca soluzioni per delle politiche del lavoro che possano invertire un declino ormai non trascurabile. Tutto l’allarme scaturito dal caso Catalent, che ha portato sostanziosi investimenti destinati all’area industriale di Anagni in un altrove lontanissimo a causa di difficoltà sulle autorizzazioni e l’addio di Iamunno in aperta polemica col sistema locale inceppato, ha risvegliato da un annoso torpore la sfera politica, chiamata in causa ormai senza alibi e che, nonostante una partenza purtroppo non scattante, si applica ora come punto di riferimento di tutti i decisori del territorio. Su questi argomenti appare di estrema importanza l’intervento della presidente di Unindustria Frosinone, Miriam Diurni in occasione dalla manifestazione della Fai Cisl di ieri a Fiuggi.

La Diurni è stata netta sui problemi che affliggono il territorio, sulle lungaggini burocratiche che lo rendono sempre meno attrattivo per gli investimenti ma ha anche messo in guardia sulle semplificazioni. Non è certo solo per i ritardi sulle autorizzazioni che manca al Lazio meridionale l’appeal necessario a una crescita. Il problema è complesso e alla base c’è la mancanza di reali strategie di rilancio ormai da troppo tempo. Presidente Diurni, ha parlato di un momento esiziale per il comparto produttivo del Lazio meridionale e, nello specifico, della provincia di Frosinone e ha fatto riferimento anche agli Stati Generali che la Provincia ha organizzato proprio per affrontare questi temi… “Sì. Stiamo vivendo un momento importante nella nostra provincia. Anche con il passaggio degli Stati Generali, quello che vogliamo fare è una presa di coscienza di quelle che sono le problematiche del territorio, un’analisi anche critica dei ‘colli di bottiglia’ che ci impediscono di operare in modo sereno e di investire su questo territorio. Lo faremo con le istituzioni, con la Provincia in primis, ci auguriamo anche con il supporto della Regione. Il tentativo è superare l’impasse, i problemi che ci troviamo ad affrontare da anni e cominciare a pensare a quella che invece potrebbe essere una strategia di sviluppo di questo territorio che ci permetta di guardare al futuro e che ci permetta di parlare in modo un po’ più responsabile di quelle politiche giovanili che tutti chiediamo e inseguiamo. La verità è invece che non possiamo immaginare politiche giovanili che valorizzino e trattengano i giovani di questo territorio se non immaginiamo, per questo territorio, un vero progetto di sviluppo e di crescita”.
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