(di Dario Facci) Si apre domani a L’Aquila l’Assemblea nazionale dell’Unione delle Province d’Italia. Prevista la presenza del Presidente della Repubblica oltre a quella della Premier e del ministro Salvini. È l’appuntamento dal quale verrà fuori la verità sulla legge di ritrasformazione delle Province italiane, con il ritorno al voto popolare, legge alla quale è stato impresso un tabellone di marcia serrato in un primo momento per subire un brusco stop al rientro al lavoro parlamentare dopo la pausa estiva.
Due infatti i punti che saranno affrontati dall’assemblea tra i quali, il primo, è proprio quello relativo alla legge di riforma delle Province. Nessuno ha messo in dubbio che la riforma il cui iter parlamentare è già a buon punto verrà portata a compimento, come ha ribadito anche recentemente il ministro Calderoli, è stata invece fermata la corsa verso il voto insieme alle Europee nella prossima primavera. La scusa, che non si regge in piedi, è che mancherebbero 300milioni che comporterebbe il ritorno delle Province al loro status di ente primo grado. Si pensi che solo il voto disgiunto dall’election Day, cioè se il rinnovo non si votasse insieme alla consultazione continentale, comporterebbe un aggravio di spesa più o meno della stessa cifra: 280milioni di euro. Sono altri, evidentemente, i motivi che hanno indotto la maggioranza a cambiare idea sui tempi della riforma. Pare che siano proprio di strategia elettorale. Al secondo punto le risorse PNRR per gli Enti Locali.
