I Campi Flegrei sono una vasta area situata nel golfo di Pozzuoli, a ovest della città di Napoli e del suo golfo. Fin dall’antichità l’area è nota per la sua vivace attività vulcanica. È un antico supervulcano. L’area flegrea comprende in particolare i comuni di Napoli, Pozzuoli, Quarto, Giugliano in Campania, Bacoli e Monte di Procida. Cosa accadrebbe in caso di eruzione dei Campi Flegrei?
Si eliminerebbe qualsiasi forma di vita nell’arco di diverse centinaia di chilometri di raggio. Molte particelle e gas sarebbero riversate nell’atmosfera ed in particolare lo zolfo. La colonna eruttiva supererebbe i 20 chilometri di altezza. Il Pianeta Terra è ricco di vulcani attivi, alcuni del tutto innocui, altri invece meno, ne esistono almeno 1500. Tra i vulcani più pericolosi del mondo ci sono il Vesuvio e l’Etna! Il Vesuvio nonostante le terribili e frequenti eruzioni storiche è situato nella zona vulcanica più popolata del mondo. Il Vesuvio viene soprattutto ricordato per la tragedia del 79 d.C., durante la quale andarono distrutte le meravigliose città romane di Pompei ed Ercolano. Greci e i romani credevano si trattasse di un luogo sacro dedicato ad Ercole. In queste ultime settimane i Campi Flegrei destano preoccupazione con frequenti scosse di terremoto. I Campi Flegrei hanno una pericolosità intrinseca, ciò che si evidenzia negli aspetti scientifici previsionali sono i flussi piroclastici che viaggiano a centinaia di chilometri all’ora. Ad essere esposti al rischio sono circa 500mila abitanti della zona rossa e 840mila della zona gialla. Il sistema vulcanico flegreo è caratterizzato da una grande complessità sia perché si tratta di una Caldera caratterizzata dalla compresenza di numerosi crateri soprattutto che per l’incertezza legata alla localizzazione della bocca eruttiva. A differenza del Vesuvio che è formato da un cono unico e visibile, sono una vasta area di origine vulcanica, ampia circa 12x15km, fatta di colline, in cui non si ha immediata percezione del rischio. Una situazione aggravata dall’assenza di eruzioni recenti, l’ultima eruzione di Monte Nuovo risale al 1538, che rende i cittadini ancor meno sensibili al fenomeno. Vi sono però fenomeni precursori che si riescono a registrare grazie alla presenza dell’INGV con il suo Osservatorio Vesuviano, come i terremoti. Sui segnali e il rischio di una eventuale eruzione ai Campi Flegrei è intervenuta la dott.ssa Lucia Pappalardo, vulcanologa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia presso l’Osservatorio Vesuviano, che a Radio Cusano ha spiegato la crisi bradisismica in corso potrebbe durare ancora per anni. E’ iniziata nel 2005 e questo sollevamento del suolo è collegato all’attività sismica che si sta registrando in questi giorni. “Qui i terremoti non sono di magnitudo elevatissima però sono superficiali, per questo poi vengono avvertiti in maniera chiara abbracciando un’ampia area. La magnitudo più alta finora è stata quella di 4.2. La percezione dei terremoti però è sempre più o meno la stessa perché sono scosse superficiali. Vengono avvertite molto bene perciò la gente, giustamente, si spaventa. Al momento l’attività che noi registriamo è limitata all’attività sismica, non ci sono evidenze che il vulcano potrebbe rientrare in eruzione. Questo sarebbe il pericolo principale ma fortunatamente non ci sono segnali. Si può stare tranquilli nel senso che fino a questo momento tutti i parametri che monitoriamo non ci indicano che potrebbe esserci un’eruzione imminente. Bisogna però sempre ricordare che questo è un vulcano attivo e anche se la terra cominciasse a scendere rimarrebbe sempre pericoloso”. Anna Ammanniti
