È un “BenVivere” in Ciociaria? Beh, non proprio tanto, almeno secondo l’ultimo “dossier” presentato al Festival Nazionale dell’Economia Civile di Firenze lo scorso 30 settembre.
Il rapporto, giunto alla V edizione e curato da Leonardo Becchetti, Dalila De Rosa e Lorenzo Semplici in collaborazione con il quotidiano ‘Avvenire’, stila due classifiche: la prima misura proprio il ‘vivere bene’ nelle province italiane in base a una serie di indicatori presi in esame, la seconda misura invece la “generatività” ovvero l’impatto atteso delle azioni della cittadinanza. Va detto subito che la provincia di Frosinone si colloca nella zona bassa della classifica ‘BenVivere’: al 77° posto su 107 province. Nella precedente edizione era all’83° quindi un piccolo miglioramento c’è stato, ma è poca cosa; nella seconda classica, invece, indietreggia perdendo quasi l’1% (per l’esattezza lo 0,91%) del punteggio che aveva raggiunto la scorsa edizione. Insomma, sembrano ormai tramontati i tempi parodiati negli anni ‘80 da don Buro (Christian De Sica nel film Vacanze in America): “…ma voi mette l’aria inquinata e zozza di Los Angeles co’ sto venticello de’ Frosinone? Saremo pure burini e ma beata la ‘gnoranza: se stai bene di mente di core e de’ panza!”. I tempi sono cambiati e anche lo star bene. E non solo in Ciociaria a quanto pare: perché il “Rapporto sul BenVivere delle Province Italiane 2023: Classifiche, indicatori ibridi, benessere soggettivo, partecipazione e invecchiamento attivo” – per citarlo con nome e cognome – segnala un malessere generale che cresce in tutte le province italiane. E dove non cresce, ristagna. “Il rapporto – sintetizzano gli analisti – mostra un generale peggioramento sul territorio nazionale. Per molti parametri che, in base alla visione dell’economia civile, sono stati individuati per calcolare il benessere di un Paese (dal criterio della generatività fino a quello sulla partecipazione attiva dei cittadini) non si è verificato lo scatto in avanti di cui l’Italia invece avrebbe avuto bisogno”. Restando al Lazio, peggio di Frosinone fa solo la provincia di Latina: Roma è invece al 39° posto (-13 posizioni rispetto alla precedente edizione), Rieti al 53° (-20 posizioni), Viterbo al 70° (+10 posizioni), Latina all’81° (-2). A livello nazionale, il rapporto spiega come “Nella prima classifica uno degli aspetti generali più preoccupanti è che non si registrano miglioramenti significativi fra le tre macroaree geografiche del Paese: il Sud non recupera sul Nord e sul Centro e quest’ultimo non recupera sul secondo. Insomma, c’è una situazione complessiva e diffusa di minor “BenVivere”. Ovviamente il quadro è diverso a seconda dei territori analizzati, perché performance e punteggio possono cambiare anche per province geograficamente vicine”. Nel dettaglio dei posizionamenti, è sempre la provincia di Bolzano a mantenere la leadership, sul secondo e sul terzo gradino del podio tornano, Pordenone (+3) e Prato (+2). Al contrario, scendono Firenze e Siena (entrambe -3). Nella top 10, al decimo posto, fa il suo ingresso Gorizia (+6), mentre ne esce Savona (-8). Bologna e Trento guadagnano una posizione, raggiungendo rispettivamente il nono e il settimo posto. Milano si ferma ai piedi del podio recuperando quattro posizioni (+4). Ancona perde tre posizioni (-3). Tra le province che registrano un exploit nel 2023, guadagnando più di quindici posizioni, ci sono parecchie sorprese: Sud Sardegna (+22); Sondrio (+16); Bergamo (+15); Rimini (+15); Terni (+15); Alessandria (+15). Al netto di qualche rarissima e positiva eccezione, il rapporto di quest’anno conferma che l’asse del BenVivere non riesce a coinvolgere il Mezzogiorno”. Cesidio Vano (foto: web)
