Si è svolta a Coreno, in località “Aria Rosina”, nel tratto finale di via Cornelia al lato con via Roma, nel centro storico di Coreno una bella manifestazione, molto sentita, per intitolare la piazza a Mariano Di Vito: un maestro, eroe di grande valore, che proprio di fronte alla targa viveva con la sua famiglia, riunita tutta nel suo ricordo e nel suo esempio, assieme a tanti concittadini che hanno voluto essere presenti.
L’iniziativa condotta dalla consigliera Belmonte Rosalba ha visto prima l’inno d’Italia riecheggiare nella piazza della Pace e poi la scopertura della targa commemorativa da parte del Sindaco Simone Costanzo e del figlio Erasmo Di Vito che ha parlato a nome di tutta la famiglia e che ha curato la pubblicazione del diario di guerra del padre riprendendo gli appunti e le testimonianze di quei tragici giorni di guerra. A seguire Don Andrea ha benedetto la targa, la Piazza e tutti i presenti e si sono susseguiti gli interventi del Sindaco Simone Costanzo che si è dichiarato contento perché si chiude un cerchio e perché l’esempio e il ricordo del coraggio di Mariano rimarranno per sempre nel cuore dei corenesi, come anelito di giustizia, di pace e di rispetto delle donne, in un mondo che ancora registra casi di femminicidio. Il consigliere Corte ha portato il saluto del suo gruppo consiliare. Due letture bellissime e coinvolgenti; una riguardante una testimonianza dei fatti e una che riprende una pagina del libro, in cui si parla di questo gesto, hanno creato emozione e un brivido a tutti i presenti, mentre la voce rotta dall’emotività di Erasmo ringraziava tutti e poneva l’accento sul valore della Pace e sul rispetto della vita umana ad ogni livello. “Più avanti un grido lacerante rompe l’aria. Dalla cima d’una collina si vede un marocchino scendere a precipizio verso di noi. Appena giunto rovescia il sacco dalla testa di una ragazza di Castelnuovo l’afferra per un braccio e fa per trascinarla. Capisco le intenzioni; mi frappongo fra lui e lei e con uno strattone li separo ma, nello stesso tempo, ricevo da lui un pugno sulla nuca. Le donne piangono e gli uomini tremano; la situazione è critica. Mi rivolgo al nostro accompagnatore; lo prego, lo scongiuro. Infine, punta la pistola contro il suo connazionale e questi va via brontolando. E’ stato un attimo, ma un attimo che avrebbe potuto portare brutte conseguenze, specie per le donne, che seguitano a piangere. Sono circa una trentina, di cui una decina tra i 16 e i 24 anni. Grazie al mio intervento sono tutte salve”.
