(di Roberta Pugliesi) Il signor Onorio parla poco e lavora tanto. Ha superato le ottanta primavere ma è infaticabile. In queste calde giornate di ottobre lo aspetta una missione che si rinnova ogni anno, sempre con la stessa passione ed impegno, e che regala risultati straordinari.

È tempo di cannellini nella Valle di Comino. Seminati a giugno stanno seccando e presto finiranno sulle tavole degli appassionati. Una eccellenza che vanta il marchio Dop, una tradizione antica per un lavoro faticoso ma che da grandi soddisfazioni. Non c’è rivalità, semmai sana competizione, fra quelli di Atina che gli fanno il nome e quelli dei comuni vicini – che non hanno nulla da invidiare – tra cui Casalvieri dove vive il sig. Onorio che ne produce una qualità superba. Il Fagiolo Cannellino è inconfondibile: reniforme, leggermente ellittico e schiacciato, ha tegumento sottile di colore bianco opaco; è lungo da 0,9 a 1,4 cm e largo da 0,5 a 0,6 cm. Dopo la cottura

risulta tenero e deliquescente al palato, frutto del clima e della composizione del terreno che caratterizzano la zona di produzione. Definirlo squisito è riduttivo e lo si può degustare in molti modi, dalle tradizionali “sagne e fagioli”, nella minestra o da solo come contorno, tanto per citare alcuni piatti. La zona di produzione comprende i comuni di Atina, Villa Latina, Picinisco, Casalvieri, Casalattico e Gallinaro.
Viene definito “prodotto di ottima qualità” già nel 1811 da Domenico Demarco, nella Statistica del Regno di Napoli. Anche Filippo Cirelli ne “Il Regno delle due Sicilie descritto ed illustrato”, del 1853, fornisce dati significativi sulla produzione. Era in uso tra le famiglie contadine, che lo cucinavano nella “pignata” con un filo d’olio, come piatto unico. Il fagiolo non era destinato solo alla vendita e al consumo familiare, ma utilizzato anche come regalo di pregio per conoscenti e familiari, come testimoniato nelle registrazioni sui Mastri. La coltivazione del Cannellino DOP ha rappresentato una delle maggiori fonti di reddito nella Valle e la sua denominazione è entrata nel linguaggio comune e in quello commerciale, diventando protagonista in convegni e rassegne stampa.