I lavori sarebbero dovuti terminare lo scorso 9 settembre. Ma l’ufficio postale di Alvito è ancora chiuso per un intervento di ammodernamento che è iniziato ben due mesi fa (27 luglio) e che non vede possibilità di conclusione a breve, visto che i locali sono ancora in stato di cantiere e svuotati di qualsiasi arredamento.
A servizio del centro della Valcomino è stato posizionato un container, collocato a fianco dei locali in cui si sta lavorando e nel quale hanno trovato posto – scarsamente posto – i due impiegati e la direttrice dello sportello. I servizi erogati, però, sono limitati e da due mesi, inoltre, non è più in funzione il postamat, con tutti gli inconvenienti che questo crea per i correntisti postali e per quanti utilizzavano lo sportello automatico non solo per i prelievi ma per svolgere i vari servizi – compresi i pagamenti – erogati in self service. Nonostante sia trascorso quasi un mese oltre al data prevista per il completamento dell’intervemto, da Poste Italiane non giunge alcuna informazione su tempi di riapertura dell’unico sportello postale del paese. Con i disservizi che per gli utenti si fanno sempre più numerosi. A partire dai tempi di attesa – all’aperto – per accedere al container-postale, che vedono gli utenti in fila per oltre 50 minuti. In molti rinunciano e scelgono di rivolgersi agli uffici dei paesi vicini, ma non per tutti e possibile e agevole spostarsi fino Vicalvi, Atina o San Donato. Alcuni servizi, poi, possono essere erogati solo dallo ‘sportello’ in cui è radicato il conto, quindi l’utente è costretto a pazientare ed attendere a volte per ore. I lavori che stanno interessando l’ufficio postale alvitano sono quelli previsti dal progetto Polis di Poste Italiane, con cui l’azienda “intende essere protagonista della ripresa del Paese a beneficio dei cittadini e della loro partecipazione alla vita pubblica, adottando un approccio responsabile al fine di diminuire la propria impronta ambientale e contribuire alla transizione low-carbon dell’economia e dell’intero Paese”. Insomma, alla fine, quello di Alvito dovrà essere uno sportello più ‘green’ con “investimenti per la trasformazione e innovazione degli Uffici Postali e per la realizazione di spazi di co-working” e capace di “generare impatti sia sulla collettività (es. tempo di attesa risparmiato) che sull’ambiente (es. emissioni di CO2 risparmiate)”. Per adesso non se ne è fatto niente. Cesidio Vano
