Lazio Meridionale tagliato fuori dalle Zes, i parlamentari di Fdi del Frusinate chiedono un incontro al Ministro Fitto

Dario Facci
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(di Dario Facci) Nel Lazio Meridionale continua ad agitarsi uno spettro, quelle delle ZES, vale a dire Zone Economiche Speciali.

In due parole si tratta di aree “protette” sotto il profilo dei finanziamenti, delle semplificazioni amministrative e agevolazioni fiscali. Si aggira questo spettro perché il Lazio Meridionale, già alle prese con una seria fase di deindustrializzazione, non rientrerebbe però in queste “zone” ma si trova tutti i territori confinanti a poterne godere. Una vera e propria jattura poiché inevitabilmente, trovando condizioni assai migliori a pochi chilometri, gli investitori vecchi tenderanno a spostarsi e quelli nuovi ad andare altrove direttamente. Per questo motivo da qualche tempo e da più parti si ripetono gli appelli e le lettere a questa o quella autorità affinché tutti i territori ex Cassa del Mezzogiorno, dunque anche i territori del Lazio Meridionale vengano inclusi tra le Zone Speciali. Si è registrata una lettera del consigliere provinciale Andrea Amata, un intervento della consigliera regionale Sara Battisti ed ora una nota del vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei Deputati, l’On. Massimo Ruspandini con la quale informa di aver chiesto, con i parlamentari locali di Fratelli d’Italia On. Aldo Mattia e On. Paolo Pulciani, un incontro urgente al Ministro per gli affari europei, le politiche di coesione, il PNRR e il SUD, Fitto. Con riferimento al provvedimento adottato nel Consiglio dei Ministri del 7 settembre scorso, dove si trova anche la decisione sulle ZES, Ruspandini chiede l’estensione di queste a tutte le aree interessate dall’azione della Cassa del Mezzogiorno ed in particolare alle province di Frosinone e di Latina, vista anche la continuità territoriale con il Sud. Inoltre Ruspandini sostiene come: “A livello di copertura economica, fonti governative evidenziano che un’unica gestione centrale produce costi comunque inferiori rispetto alla somma dei costi per le otto ZES oggi esistenti (…) e rappresenterebbe un volano importante per mantenere nella provincia di Frosinone e di Latina gli investimenti già presenti ed attrarne di nuovi. Restando fuori dalla ZES si otterrebbe l’effetto contrario di non riuscire ad attrarne di nuovi, rischiando altresì di perdere quelli oggi presenti.
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