SPECIALE Alatri – Due giovani scultori regaleranno un nuovo monumento alla città (VIDEO E FOTO)

Andrea Tagliaferri
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Leonardo Antonucci e Matteo Marovino stanno scolpendo ‘live’ una riproduzione del Cristo nel Labirinto di Alatri in marmo Coreno sull’Acropoli di Civita.

La biennale di Arte Contemporanea di Alatri, giunta alla sua 34ma edizione, curata da Davide Silvioli e Valeria De Siero, sta facendo discutere e anima la vita culturale della città, come ci si augurava. Nell’ambito di questa rassegna, un’attività artistica molto particolare sta attirando l’attenzione di turisti e visitatori, ma anche dei residenti: la scultura in marmo del Cristo nel Labirinto su progetto di Leonardo Antonucci. Tutto sta avvenendo, infatti, dal vivo in un vero e proprio simposio e chiunque può assistere alla nascita di quello che sarà un nuovo monumento che la città di Alatri mostrerà fiera negli anni. La cornice in cui avvengono entrambe le attività, la Biennale e la scultura ‘live’, è il progetto ALATRI CITTA’ APERTA, con cui l’Amministrazione comunale ha voluto dare una cornice unitaria ad eventi che si tengono da diversi decenni e che rivestono una significativa storicità ed unicità, finanziato dal Consiglio regionale del Lazio. E’ così che ogni giorno, dal mattino al tardo pomeriggio, fino al 10 di settembre, è possibile ammirare i due giovani scultori, Leonardo Antonucci, 30 anni di Pofi e Matteo Marovino, 22 anni di Massa Carrara, alle prese con un gigantesco blocco di marmo Coreno (proveniente dalle cave di Coreno Ausonio appunto) qualità Perlato Royal, da quale sta nascendo, per magia (e maestria) una riproduzione fedelissima del famoso affresco ‘Il Cristo nel Labirinto’, scoperto e conservato nel Chiostro di San Francesco ad Alatri. Sono molti i visitatori giunti in città per la Biennale ma anche i residenti che si fermano a guardarli lavorare e a fare domande incuriositi sia dal concetto che sta dietro l’opera, sia dalla manualità dei due ragazzi che, con pazienza ed entusiasmo, si raccontano volentieri a tutti. L’idea progettuale, di cui è padre Leonardo Antonucci, è quella di donare alla città e ai visitatori un nuovo monumento che permetta una fruizione diversa e più completa dell’affresco che, per via della sua posizione scomoda e della chiusura, in determinate fasce orarie, dei locali che lo ospitano, è difficilmente apprezzabile nella sua interezza. Le due opere, quella originale su parere e la riproduzione in marmo che verrà probabilmente installata nelle vicinanze (forse in piazza Regina Margherita) permetteranno a tutti di ammirare l’antico affresco e, addirittura, di conoscerlo a livello tattile. L’opera in marmo, infatti, sarà possibile anche toccarla con mano e rendersi conto dei dettagli in tre dimensioni. Non solo, sarà presente anche una piccola riproduzione, sempre tattile, per aiutare i non vedenti nella fruizione dell’opera stessa, che è di notevoli dimensioni. Approfittate, dunque, fino al 10 per ammirare i due artisti-artigiani, Leonardo e Matteo, dal vivo sulla splendida Acropoli di Alatri. Andrea Tagliaferri
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