Emergenza cinghiali, scende in campo l’Esercito. Coldiretti: “Nel Lazio danni per 10 milioni”

Irene Mizzoni
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Il Governo ha accolto la proposta di Coldiretti: per contrastare l’invasione dei cinghiali in campo scenderà l’esercito. Granieri: “Distrutto 80% del raccolto. Servono risorse economiche adeguate al ristoro dei danni provocati”.

“E’ stata finalmente accolta la proposta di Coldiretti di far scendere in campo l’esercito per fermare l’invasione dei 2,3 milioni di cinghiali presenti in Italia – spiega il pretendente di Coldiretti Lazio, David Granieri – di cui oltre centomila solo nella nostra regione, che causano incidenti, provocano danni alle coltivazioni e diffondono malattie”. Il presidente della Coldiretti Ettore Prandini ha chiesto ristori adeguati per i danni provocati, nel vertice con il Governo al quale hanno partecipato il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida e il ministro della Difesa Guido Crosetto e il Commissario straordinario per l’emergenza Psa, Vincenzo Caputo. “Un’azione che abbiamo chiesto da tempo – prosegue Granieri – ed è condivisa da gran parte della popolazione”. Quasi sette italiani su dieci (69%) ritengono che i cinghiali siano troppo numerosi, mentre c’è addirittura un 58% che li considera una vera e propria minaccia per la popolazione, oltre che un serio problema per le coltivazioni e per l’equilibrio ambientale come pensa il 75% degli intervistati per l’indagine Coldiretti/Ixè. “L’eccessiva presenza degli animali selvatici – aggiunge Granieri – è una vera e propria emergenza nazionale che incide sulla sicurezza delle persone, oltre che sull’economia e sul lavoro, specie nelle zone più svantaggiate. Servono con urgenza interventi mirati e su larga scala per ridurre la minaccia dei cinghiali a livello nazionale e nel Lazio”. Nel Lazio i danni causati dai cinghiali stimati dalla federazione regionale di Coldiretti, sono passati dai 3,5 milioni di media degli anni precedenti, ai 10 milioni solo nel periodo pandemico, nel corso del quale si è assistito ad una proliferazione senza precedenti. Di questi due milioni i danni calcolati solo a Roma e provincia nell’ultimo anno. Nella Capitale e nella provincia si calcola la presenza di oltre 20 mila cinghiali. Un numero destinato a crescere, che nel Lazio supera oltre 100 mila. In alcuni casi gli agricoltori si sono visti danneggiare fino all’80 per cento del raccolto. I branchi si spingono sempre più vicini ad abitazioni e scuole, fino ai parchi, distruggono i raccolti, aggrediscono gli animali, assediano stalle, causano incidenti stradali con morti e feriti e razzolano tra i rifiuti con evidenti rischi per la salute. Il risultato è che oltre sei italiani su 10 (62%) ne hanno una reale paura e quasi la metà (48%) non prenderebbe addirittura casa in una zona infestata dai cinghiali, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè. “Ridurre numericamente la specie cinghiale significa anche rallentare la diffusione della peste suina (PSA) – conclude Granieri – in quelle zone dove maggiore è la presenza di filiere agroindustriali legate agli allevamenti di maiali che garantiscono reddito, occupazione ed indotto all’Italia”.
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