(Di Roberta Pugliesi) Escalation di violenza: invito alla riflessione da parte di Monica Rea, poetessa ed artista di Arpino e responsabile del progetto Tamerici, presentato ad Isola del Liri, presso l’Auditorium New Orleans nel 2022 ed ispirato al pensiero di Giovanni Pascoli ed alla riscoperta delle cose semplici.
Rea tiene corsi di arte gratuiti e parla alle nuove generazioni su come mettere da parte il cellulare, i social ed i dispositivi infornatici ed utilizzare la noia come scintilla per esprimere la propria creatività utilizzando materiali semplici, coerentemente con il suo pensiero ed il suo stile di vita improntato all’autenticità ed alla ricerca dell’essenza delle cose. Rea interviene sui recenti agghiaccianti fatti di cronaca, dagli stupri di gruppo alla capretta uccisa brutalmente durante una festa. “Non penso di avere la verità in mano ma penso che certi atti di violenza e di idiozia abbiano come base tanti “perché”, alcuni dei quali li conoscano solo le persone coinvolte e altri invece si possano trovare guardando con attenzione la realtà. Tutti si meravigliano di questi giovani violenti ed io mi domando invece “perché tutti si meravigliano?” . La risposta è in questa domanda: cosa stiamo dando ai nostri bambini? Con cosa stiamo crescendo le loro menti? Io ho tre figli e spesso, quando mi accorgo di certe situazioni, mi chiedo: come fa un genitore che lavora ad accorgersi di tutto? Come può? I genitori sono abbandonati dalle istituzioni e non lo dico “a caso”. Iniziate a guardare i cartoni animati che vedono i bambini, iniziate a guardare le serie TV che vedono loro, i videogiochi 18+ che fanno, i video di YouTube che si inoltrano nelle chat e iniziate a leggere i testi delle canzoni che ascoltano. E poi ci sono anche i fumetti, quelli che sembrano innocui e invece non lo sono affatto. Come facciamo a proteggerli? Come può un solo genitore proteggerli da tutta questa violenza, pornografia, maleducazione e idiozia che arriva ai nostri figli da tutte le parti e con tutti i mezzi? Se iniziate a vedere il mondo dal loro punto di vista, per come NOI adulti permettiamo che arrivi a loro, vi accorgerete che stiamo permettendo che le piccole menti dei nostri bambini si alimentino con la peggiore spazzatura del mondo e poi ci chiediamo perché la loro visione del mondo sia distorta”. Monica Rea prende spunto da un fatto accaduto questa estate ad uno dei suoi figli: “Ha 17 anni e quest’estate si era messo in testa che voleva fare uno stage o un tirocinio in qualche azienda che si occupa di progettazione meccanica perché gli era piaciuta l’esperienza scuola-lavoro: mi sono impegnata tutta l’estate a cercare una impresa che lo accogliesse, scrivendo e chiamando personalmente numerose ditte. Ne ho trovata una disponibile? La risposta è no. Tutti mi hanno risposto che avevano paura dei controlli della Guardia di finanza oppure che non sapevano come mettere in regola il ragazzo per fargli fare questa esperienza. Mi sono persino offerta di pagargli un’assicurazione spiegando che il ragazzo non voleva essere retribuito ma non ho ottenuto nulla. I ragazzi come fanno a fare esperienza, a formarsi e interessarsi al mondo del lavoro? E come dovrebbero impegnare il loro tempo in modo proficuo? Stiamo parlando di ragazzi pieni di energie che potrebbero dare tanto alla società e al lavoro ma che invece vengono lasciati a casa o per strada senza sapere come passare il tempo”.
