Nelle ultime ore si è registrata ancora una incursione da parte di un branco di cinghiali che questa volta ha ‘colpito’ in un’azienda agricola di Isola del Liri che opera in zona Capitino. Tanti i danni. Le colture sono semi distrutte. Non solo i tipici broccoletti ma anche lo zafferano e gli ulivi.
Quello degli ungulati è un problema serio che va arginato al più presto. Solo qualche giorno fa, sempre a Capitino, una donna è stata ferita – ben 50 i punti di sutura applicati – a seguito dell’attacco di tre cinghiali. Un pericolo per le persone. Ma non solo. Per intenderci: l’azienda agricola colpita è fiore all’occhiello della città delle cascate e del territorio provinciale. Sì, perchè lì si producono prodotti tipici che fanno parte della tradizione isolana e ciociara. Il titolare da qualche anno porta avanti una missione che è quella di preservare la storia e l’identità territoriale. Coltiva memoria, la stessa che molto spesso viene esaltata in convegni, incontri, conferenze e studi. E’ una memoria collettiva, che va tutelata. Anche questa azienda, come tante presenti sul territorio, contribuisce a quel turismo enogastronomico che tanto viene richiamato e tanto piace. “La situazione è tragica – ci spiega il produttore – ogni notte è un viavai”. I cinghiali riescono a raggiungere i campi e mangiano, scavano, distruggono, vanificando un lavoro che è complesso e costoso. Un raccolto perso o danneggiato vuol dire togliere forza al sistema produttivo locale ed erodere a poco a poco quella memoria e quella identità che tanto ci piace. Serve che le istituzioni intervengano e bisogna farlo al più presto. GUARDATE IL VIDEO. IreMiz
