Carceri – Nuova aggressione a Latina: punteruolo da 17 centimetri alla gola di un poliziotto

Cesidio Vano
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Un nuovo episodio di aggressione in carcere nel Lazio. Questa volta è accaduto nella Casa circondariale di Latina dove un detenuto egiziano, per futili motivi, ha puntato alla gola di un poliziotto un punteruolo da 17 centimetri.

In seguito all’aggressione, ha operato sul posto la locale squadra di intervento, che in breve tempo è riuscita, assieme al personale presente presso l’istituto, a ricondurre la situazione alla normalità. “Questo episodio – ha commentato il segretario della Fns Cisl del Lazio, Massimo Costantino – evidenzia in maniera chiara come a nulla siano valsi gli allarmi lanciati finora sulla necessità di rinforzare il contingente, poiché si è impossibilitati a gestire senza un numero congruo di personale i detenuti facinorosi”. La carenza di personale nelle carceri del Lazio è di circa 836 unità di Polizia Penitenziaria – unità mancanti della Polizia Penitenziaria a Latina sono circa 40 (in tutti i ruoli) – mentre il sovraffollamento del carcere di Latina è 46 detenuti in più (123 detenuti presenti su 77 posti disponibili). “Tali numeri – dicono i sindacalisti – fanno comprendere che è impossibile garantire i diritti al personale quotidianamente violati: basti pensare alle turnazioni effettuate dal personale di polizia penitenziaria oltre le sei ore  previste (si va sulle 8 o anche 10 ore continuative  in un piantonamento ospedaliero);piantonamento di otto ore a turno in ospedale al reparto SPDC di un internato che non sarà di semplice soluzione visti i lunghi tempi di attesa delle REMS. Poiché  se non vi è un tangibile incremento di personale, l’impatto lavorativo si aggraverà ulteriormente”. Dal sindacato ricordano anche che “Occorre garantire e porre in sicurezza il personale di Polizia Penitenziaria, dato che la responsabilità è in capo al datore di lavoro ed alla stessa amministrazione, ed è bene ricordare che, con tutto ciò, non è mai mancato da parte della Polizia Penitenziaria la dedizione a svolgere il proprio mandato istituzionale, garantendo la sicurezza non solo delle carceri ma di tutta la comunità”. Per la Fns Cisl Lazio occorrono urgenti e radicali interventi perché il personale è stremato “e così non si può continuare, servono ora come non mai solo atti concreti”. Cesidio Vano
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