(di Roberta Pugliesi) “È da circa quattro anni che si sa che dal santuario si andrà via. Ci sono motivazioni più che logiche e comprensibili per le quali i vertici della congregazione dei Passionisti lo hanno stabilito. Ma è prematuro fare ogni tipo di valutazione in questo momento, soprattutto prima della riunione che si terrà ai primi di settembre con il vescovo della diocesi Antonazzo ed il sindaco di Sora Luca Di Stefano“. Poche ma significative parole quelle di padre Salvatore Crino all’indomani della notizia rilanciata dal Movimento civico di Floriana Porretta sulla “riconversione” del santuario di Sora, una decisione legata soprattutto al fatto che attualmente all’interno del convento vi sono solo tre religiosi, padre Salvatore, ed altri due Passionisti di cui uno quasi centenario.
“Molto difficile in queste condizioni portare avanti l’attività pastorale sul territorio”, ha aggiunto padre Salvatore. Sono già sei i conventi che chiusi in tutta Italia. Padre Salvatore si è detto dispiaciuto della possibilità, comunque ancora non imminente, di lasciare la città di Sora da cui è stato “adottato” da tempo anche per la missione che ha sempre svolto presso l’ospedale civile Santissima Trinità. “Con il Covid molto è cambiato, anche l’attività in ospedale. I malati non possono scendere e spostarsi da una parte all’altra come prima, i parenti possono venire due volte a settimana, un tempo invece le messe erano sempre affollate. Oggi non è più possibile, le regole sono cambiate“. Rammaricato per il tono di alcuni commenti sui social network, padre Salvatore smorza le polemiche e rimanda tutto a settembre quando dell’argomento si parlerà in maniera più concreta nelle sedi opportune che non sono certo i social network.
