Pendolari e ferrovie: Prc Lazio denuncia lo “scippo” delle risorse destinate a Roma e attacca Salvini

Cesidio Vano
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Il partito della Rifondazione Comunista nel Lazio attacca la scelta del ministero delle infrastrutture, guidato da Matteo Salvini, di tagliare i fondi destinati alla Regione Lazio per migliorare i servizi ferroviari per i pendolari.

In una nota, infatti, la segretaria regionale di Rifondazione Comunista/SE – Lazio, Loredana Fraleone, e il responsabile trasporti regionale PRC/SE – Lazio, Maurizio Messina, nell’evidenziare “i tagli ad alcune opere ferroviarie indispensabili per alleggerire la vita dei pendolari, che ogni mattina entrano nella capitale con sempre maggiori difficoltà e disagi” denunciano come “il ministro delle infrastrutture Salvini pensa bene di applicare prima del tempo ‘l’autonomia regionale differenziata’, dirottando risorse destinate alle opere ferroviarie del Lazio alle regioni del Nord”. Nell’analizzare il numero sempre più grande di pendolari che si muovono dalle varie province verso Roma, i due esponenti del Prc/Se scrivono: “L’aumento del fenomeno è dovuto anche all’esodo forzato nei paesi del Lazio di molti cittadini e cittadine non in più in grado di pagare i sempre più esosi affitti romani”. Ad ogni modo, la scelta di Salvini rappresenterebbe, per il Prc regionale, “un altro colpo alla mobilità pubblica della capitale d’Italia e del Lazio, mentre hanno il coraggio di candidare Roma per Expò 2030 e nel 2025, quando ci sarà il Giubileo, si renderà ancora più faticosa la vita dei pendolari”. A finire “scippati”, secondo la denuncia di Rifondazione sono “i fondi per il raddoppio della tratta Cesano – Vigna di Valle sulla Roma Viterbo; quelli per la chiusura dell’anello ferroviario di Roma, tra Valle Aurelia e Tor di Quinto e quelli per gli interventi sulle tratte Capannelle-Ciampino e Bagni di Tivoli-Guidonia”. “Il ministro leghista, in coerenza con il progetto del suo sodale di partito Calderoli – affermano Fraleone e Messina – dirotta fondi indispensabili per l’assetto ferroviario romano e laziale al Nord, fornendoci un assaggio di quello che avverrà se andrà in porto la legge Calderoli sull’autonomia differenziata. Rifondazione Comunista, che da decenni si batte per il completamento dell’anello ferroviario di Roma, chiama in causa il Presidente della Regione Lazio su questo scippo governativo. Rocca non ha niente da dire?” insistono i due che per settembre amnunciano, insieme a UP, alle associazioni dei pendolari e agli ambientalisti “iniziative contro questo taglio devastante e per il miglioramento del trasporto pubblico in tutti i suoi aspetti”. Cesidio Vano
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