(di Roberta Pugliesi) Giocare sul ballatoio di un edificio scolastico chiuso, a circa 3 metri di altezza e senza protezioni. Sta suscitando qualche polemica una fotografia scattata da alcune persone e pubblicata sui social network questa mattina.
La foto immortala alcuni ragazzini apparentemente dell’età di 13-14 anni che, dopo aver scavalcato la recinzione, sono saliti al piano superiore della scuola di San Rocco, edificio chiuso ed interdetto al passaggio delle persone, iniziando a giocare letteralmente ad un “passo dal vuoto”. Mancano i parapetti e non è impossibile cadere giù. In tanti si interrogano sulle responsabilità. Se da un lato è vero che i ragazzini spesso sono sprezzanti delle regole e sottovalutano i pericoli è altrettanto vero che andrebbero controllati maggiormente in virtù dei tempi completamente cambiati e della necessità di maggior rigore. “Se qualcuno dovesse cadere e farsi male le colpe di chi sono?“, è questo l’interrogativo che si pongono in tanti: “Quando eravamo piccoli anche noi facevamo queste marachelle – ha detto un genitore – ma oggi è tutto diverso ed occorre prestare la massima attenzione. I tempi sono cambiati e non ci si possono più permettere certe libertà. All’epoca c’erano tante case e cantieri abbandonati ed erano i luoghi preferiti da noi ragazzini ma oggi non è più possibile e vigilare spetta soprattutto a noi adulti che forse dobbiamo essere meno permissivi. Il compito delle istituzioni è quello comunque di garantire che i luoghi pericolosi non siano accessibili ai più piccoli“. Insomma l’argomento divide ma dà lo spunto per riflessioni più ampie. Il caso in oggetto riporta rapidamente alla mente quanto accaduto a luglio a Casalvieri dove un ragazzino è caduto da un solaio di una scuola elementare abbandonata da moltissimi anni provocandosi ferite gravissime ed una denuncia da parte dei genitori contro ignoti per accertare eventuali responsabilità.
